Lecco, un presidio in piazza per l'8 marzo: 'I diritti delle donne non sono una ricorrenza'

Questa mattina il "cuore" della città ha scelto di riempirsi di parole, cartelli e volti. Per l’8 marzo Telefono Donna Lecco, Renzo e Lucio, Lecco Pride, Telefono Donna Merate, UDI e La Tassa Degenere hanno convocato un presidio in piazza XX Settembre, con un messaggio netto: i diritti delle donne non sono una “ricorrenza”, ma una questione di spazio pubblico e responsabilità collettiva.
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L’appuntamento è stato un invito semplice e diretto: “Porta il tuo cartello. Porta le tue parole. Porta chi vuoi. Facciamoci sentire. Facciamo rete. Uniamo le voci”. E la comunità ha risposto, trasformando la mattinata in una mobilitazione che ha tenuto insieme rivendicazioni contro la violenza di genere, richieste di parità sul lavoro e richiami a un’educazione capace di scardinare stereotipi e modelli culturali tossici.
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A sottolineare il senso della giornata è stata Martina Bonacina di Lecco Pride. “Oggi festeggiamo insieme. Insieme, unite e più libere”. Un ‘insieme’ che, nelle intenzioni delle promotrici, non riguarda solo chi scende in piazza, ma l’intera comunità: “La qualità della vita delle donne aiuta la qualità della vita di tutti”, ha ribadito Bonacina, richiamando la necessità “di fare rete e di non lasciare sole le persone nei conflitti quotidiani che attraversano lavoro, famiglia e relazioni”.
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Dal presidio è arrivata forte anche la voce delle operatrici e delle giovani attiviste legate a Telefono Donna Lecco, che hanno riportato il tema del consenso al centro del dibattito. “No significa no, il silenzio non è sì”. Un passaggio che ha aperto, come filo politico, la richiesta di un’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, considerata “uno strumento essenziale per prevenire la violenza e costruire relazioni fondate sul rispetto della volontà e dei confini”.
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Per UDI Lecco, con l’intervento di Raffaella Cerrato, l’8 marzo resta “una giornata di mobilitazione, non una celebrazione. I diritti vanno lottati e mantenuti”, ha ricordato, richiamando il legame tra libertà femminile e scelte politiche. Nella mattinata è stato citato anche il dibattito sul cosiddetto “decreto Bongiorno” relativo al consenso e, più in generale, la necessità di difendere gli strumenti di tutela.
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Sulla stessa linea Grazia Brambilla, presidente di Telefono Donna Lecco, ha parlato di un “promemoria scomodo, quello dei diritti delle donne, che non sono mai definitivamente acquisiti”. Dal punto di osservazione del centro antiviolenza, ha spiegato, emerge ogni giorno quanto sia “fragile la distanza tra i diritti proclamati e quelli concretamente esercitabili. Per questo - ha concluso - l’8 marzo dovrebbe essere meno celebrazione e più responsabilità collettiva”.
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Accanto ai richiami storici e politici portati da La Tassa Degenere, che ha denunciato lo svuotamento commerciale della giornata e la necessità di rifondare linguaggi e pratiche ‘di cura’, è intervenuta anche la rete del territorio meratese con Telefono Donna Merate - Altra metà del cielo: “Le conquiste possono arretrare, la cura resta ancora oggi caricata in modo sproporzionato sulle donne e, senza autonomia economica e sicurezza, non c’è libertà reale”.

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In piazza, dunque, un 8 marzo che ha scelto di essere presenza più che rito: un presidio costruito insieme da realtà diverse, con l’obiettivo dichiarato di unire le voci e riaprire una discussione pubblica su violenza, lavoro, diritti e strumenti di tutela.
M.E.
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