Negozi chiusi problemi aperti
Cara Leccoonline
Da tempo si vedon saracinesche venir giù per l'ultima volta come se fossero stelle la notte di S.Lorenzo
- LE RAGIONI sono molteplici:
affitti altissimi; utenze che pesano sempre più; cambio generazionale che non c'è e l'impoverimento delle famiglie invece eccome se c'è; la crisi che picchia, i salari al tappeto e i prezzi che si rialzano.
E poi, non ultimo, l'acquisto online che te lo portano a casa ancor prima di averlo ordinato. Tutto si chiude.
Il cerchio e i negozi.
- SONO PROBLEMI sovrapponibili a livello nazionale, ma ci son poi quelli prettamente locali che ne amplificano numeri e ragioni.
A partire dal caos mobilità che da anni amplifica il disincentivo a chi deve venire a Lecco o solo il muoversi per fare acquisti.
Ci si imbatte infatti in ogni tipo di cantiere, in cambi di marcia e mai di passo, sono cinque anni già così con tutt'ora l'incertezza che porti benefici e già la certezza del caos e della crisi provocata.
- MA ancora non ci si pone la domanda se tutto questo, in questo modo - non solo il cosa ma anche il metodo, il come si sta facendo - è frutto di scelte ponderate o dannose.
- QUESTA CRISI e chiusure stan dentro un futuro prossimo che non vede nessuna reale politica economica, sociale nel progettare la Città che non sia solo case a grandi prezzi o alberghi a grandi stelle.
I prezzi come pistole e le tasse locali come proiettili con bersaglio il residente son tutte cose lì da vedere.
Il Pgt è un far credere per quelli che ci cascheranno.
- UN COMUNE deve essere al servizio e servire in primo luogo i residenti, più che attrarre, forse, orde di turisti che comportano, in forza così sregolata di permessi soprattutto aumenti di prezzi, difficoltà nel reperire appartamenti per la vita quotidiana con invece il proliferare di affitti brevi, offerte turistiche e caro prezzi.
Una scelta opposta a quella di sostenere, affiancare, pianificare
- Negozi dove il cliente perfetto è il residente e non il turista.
- Negozi che siano scelta degli imprenditori locali e non catene, brand, o l'ennesimo supermercato, così da contribuire alla crescita e alla distribuzione sul territorio di ricchezza e non a favore di grandi marchi, multinazionali che la ricchezza la drenano e la portano altrove.
- Se si pianifica una città dei balocchi e del lusso; se non si ha il gettone per tre palle un soldo, ecco restano le palle.
Ma accorgersene tardi non è una gran mira.
Da tempo si vedon saracinesche venir giù per l'ultima volta come se fossero stelle la notte di S.Lorenzo
- LE RAGIONI sono molteplici:
affitti altissimi; utenze che pesano sempre più; cambio generazionale che non c'è e l'impoverimento delle famiglie invece eccome se c'è; la crisi che picchia, i salari al tappeto e i prezzi che si rialzano.
E poi, non ultimo, l'acquisto online che te lo portano a casa ancor prima di averlo ordinato. Tutto si chiude.
Il cerchio e i negozi.
- SONO PROBLEMI sovrapponibili a livello nazionale, ma ci son poi quelli prettamente locali che ne amplificano numeri e ragioni.
A partire dal caos mobilità che da anni amplifica il disincentivo a chi deve venire a Lecco o solo il muoversi per fare acquisti.
Ci si imbatte infatti in ogni tipo di cantiere, in cambi di marcia e mai di passo, sono cinque anni già così con tutt'ora l'incertezza che porti benefici e già la certezza del caos e della crisi provocata.
- MA ancora non ci si pone la domanda se tutto questo, in questo modo - non solo il cosa ma anche il metodo, il come si sta facendo - è frutto di scelte ponderate o dannose.
- QUESTA CRISI e chiusure stan dentro un futuro prossimo che non vede nessuna reale politica economica, sociale nel progettare la Città che non sia solo case a grandi prezzi o alberghi a grandi stelle.
I prezzi come pistole e le tasse locali come proiettili con bersaglio il residente son tutte cose lì da vedere.
Il Pgt è un far credere per quelli che ci cascheranno.
- UN COMUNE deve essere al servizio e servire in primo luogo i residenti, più che attrarre, forse, orde di turisti che comportano, in forza così sregolata di permessi soprattutto aumenti di prezzi, difficoltà nel reperire appartamenti per la vita quotidiana con invece il proliferare di affitti brevi, offerte turistiche e caro prezzi.
Una scelta opposta a quella di sostenere, affiancare, pianificare
- Negozi dove il cliente perfetto è il residente e non il turista.
- Negozi che siano scelta degli imprenditori locali e non catene, brand, o l'ennesimo supermercato, così da contribuire alla crescita e alla distribuzione sul territorio di ricchezza e non a favore di grandi marchi, multinazionali che la ricchezza la drenano e la portano altrove.
- Se si pianifica una città dei balocchi e del lusso; se non si ha il gettone per tre palle un soldo, ecco restano le palle.
Ma accorgersene tardi non è una gran mira.
Paolo Trezzi




















