Lecco: 3 anni e 8 mesi per lo stalking a carico dei vicini

Si è concluso quest'oggi con la condanna a 3 anni e 8 mesi disposta dal giudice in ruolo monocratico Martina Beggio, il procedimento penale a carico di un 49enne, imputato per stalking e lesioni aggravate nei confronti dei vicini di casa - sette condomini di una palazzina di Via Giusti, in rione Belledo - costituitisi parte civile.
Nel corso dell’istruttoria sono stati escussi numerosi testimoni: i carabinieri più volte intervenuti per i reiterati problemi di vicinato e alcuni dei querelanti, che hanno ricostruito un clima di continue vessazioni. Dalle deposizioni è emersa una quotidianità fatta di urla, insulti e minacce, spesso a sfondo omofobo, oltre a comportamenti molesti come musica ad altissimo volume, schiamazzi notturni e l’uso improprio di strumenti musicali. Stando alle contestazioni mosse a suo carico dalla Procura, nel corso del 2023, l’imputato – che si era trasferito nella palazzina con la compagna e i loro gatti - avrebbe spruzzato più volte spray urticante contro i vicini e aveva imbrattato spazi comuni con liquidi maleodoranti.
Particolarmente grave quanto accaduto il 7 gennaio 2024, episodio centrale del processo: dopo ore di musica ad altissimo volume, due condomini erano stati aggrediti con un ombrello e successivamente investiti da una nube di spray al peperoncino all’interno del loro appartamento, riportando prognosi di 10 e 6 giorni. I testimoni hanno riferito anche delle pesanti ripercussioni psicologiche subite, tra ansia e timore per la propria incolumità.
Un quadro nettamente diverso da quello dipinto dall'imputato che, sottopostosi ad esame a inizio novembre, aveva riferito di vessazioni che al contrario lui e la compagna avrebbero subito da alcuni vicini.
Terminata l'istruttoria, la scorsa settimana la parola era passata al vice procuratore onorario Caterina Scarselli, che nella sua requisitoria aveva ripercorso gli episodi al centro del fascicolo, facendo riferimento alle testimonianze ascoltate in Aula nel corso del dibattimento.
Un intervento articolato, quello della rappresentante della Procura, culminato nella richiesta di condanna del lecchese a 2 anni e 3 mesi di reclusione. Una posizione alla quale si era associato l'avvocato Davide Monteleone, legale delle parti civili, che aveva messo in evidenza il clima di continua tensione che si respirava nel condominio dopo l'arrivo dell'imputato, con i vicini costretti a mutare alcune delle abitudini della loro quotidianità per non esporsi a contrasti con il 49enne. Diversa la versione dei fatti presentata dal difensore di quest'ultimo, l'avvocato Ilaria Guglielmana: se il nuovo arrivato aveva stretto inizialmente buoni rapporti con molti dei residenti, la situazione era mutata – a detta della toga – anche a seguito di un clima di ostilità che avrebbe percepito nei suoi riguardi e della compagna, tanto che ad un certo punto il 49enne pareva essere diventato il capro espiatorio di una serie di accadimenti, senza prova che ne fosse effettivamente responsabile.
A una settimana di distanza dalla discussione, alle 14.30 di quest'oggi il giudice Beggio – prendendo atto dell'assenza di repliche – si è ritirata in camera di consiglio, pronunciando poi la propria sentenza che sarà depositata (insieme alle motivazioni) entro novanta giorni: 3 anni e 8 mesi la pena a carico al 49enne, ritenuto responsabile di tutti i capi di imputazione contestatigli ad eccezione di uno. Disposto altresì il risarcimento nei confronti delle parti civili costituite (per un ammontare di circa 40mila euro) oltre al pagamento delle spese legali da queste ultime sostenute. 
G.C.
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