Olginate: scontro mortale nel gennaio '25. Patteggia un anno il 60enne al volante di un suv

Ha patteggiato un anno (con il beneficio della pena sospesa) il sessantenne di Valgreghentino che il 24 gennaio dello scorso anno si trovava alla guida della Nissan Qasqai che, ad Olginate, impattò contro una motocicletta in sella alla quale viaggiava Lorenzo Grignani. Il sedicenne, residente ad Airuno, stava rincasando al termine di una sessione di allenamenti a Lecco quando rimase coinvolto intorno alle ore 20, in un gravissimo incidente lungo Via Spluga a Olginate, allo svincolo per via Santa Maria.
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Lorenzo Grignani

Stando alle informazioni che erano emerse nell'immediatezza dei fatti, sembra che il suv - in arrivo da Via Milano - avesse impostato una manovra di svolta a sinistra, per lasciarsi alle spalle la provinciale e imboccare la strada interna al paese. Ad avere la peggio, nel violento scontro, il giovanissimo airunese, finito rovinosamente a terra. Le sue condizioni erano apparse da subito particolarmente gravi. Immediatamente soccorso - grazie all'invio a Olginate di un'ambulanza dei Volontari di Calolzio e di un'automedica - era stato rianimato direttamente sull'asfalto per diversi minuti. Caricato a bordo del mezzo di soccorso, il sedicenne era stato poi trasferito a sirene spiegate all'ospedale Manzoni di Lecco, in codice rosso. Nella notte purtroppo, il decesso.
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Stamani in Tribunale a Lecco, al cospetto del giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano, è stata definita la posizione del conducente, con il patteggiamento a un anno proposto dalla difesa – rappresentata dagli avvocati Stefano Pelizzari del Foro di Lecco e Paolo Grasso del Foro di Milano – su consenso prestato dal pubblico ministero Chiara Di Francesco, titolare del fascicolo di indagine. 
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Omicidio stradale – per la violazione degli articoli 141 e 154 del CdS (per la mancata precedenza e l'eccesso di velocità) - la contestazione a carico del sessantenne, sulla base dei rilievi dei Carabinieri dell'aliquota Radiomobile della Compagnia di Merate, ma anche di una consulenza cinematica disposta dalla Procura in contraddittorio, alla presenza delle parti. 
All'udienza – pur non essendosi costituito parte civile - ha assistito anche il padre della giovane vittima, assistito da due penalisti, con gli aspetti legati al risarcimento in sede civile ancora in fase di definizione.
G.C.
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