Lecco, elezioni: sondaggio per il candidato ma ormai il centrodestra brucia

“Pronto signora, lei chi vorrebbe come candidato sindaco del centrodestra?”. Al 6 febbraio, dopo che in tutte le salse ci è stato raccontato che la scelta era questione di giorni, siamo ancora al punto zero e dunque alla consultazione della sciura Maria  e di un migliaio di altri lecchesi per testare l'elettorato e poi decidere. Tra Filippo Boscagli “candidato sindaco di Fratelli d'Italia” e Carlo Piazza “candidato sindaco della Lega”? Macché. Lo spettro dei “sondati” include anche Mauro Piazza (sì, di nuovo) e un quarto nome. Quello di Emilio Minuzzo, a riprova di come, davvero, siamo tornati al via, andando a chiedere ai lecchesi come vedrebbero in fascia tricolore il giovane imprenditore che, non preso sul serio come possibile portabandiera della coalizione nemmeno da coloro che lo avevano lanciato nell'agone politico – da leggersi in primis Mauro Piazza (si, ancora lui) pronto a ritirargli anche il logo di Lecco Merita di più di cui è depositario, dopo avergli preferito “Carletto” – si è accasato in Fratelli d'Italia. Nido tutt'altro che tranquillo, si sa. 
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Basti pensare che il sondaggio in questione, chiesto “dai piani alti”, parrebbe essere stato lanciato da Alessandro Negri,  non solo in completa autonomia rispetto alla Lega e a Forza Italia come già precisato dagli alleati, ma anche senza aver avvisato Filippo Boscagli. Con quest'ultimo – si dice – non presentato come il candidato con i fiocchi nemmeno negli ambienti milanesi da chi, invece, dovrebbe sostenerlo a spada tratta. E se sul fronte Lega, Carlo Piazza interviene a ritmo quasi quotidiano su qualsiasi argomento di attualità affiancando il proprio nome sempre e comunque a quello dei “big” del suo partito, da Emanuele Mauri a Cinzia Bettega, Giacomo Zamperini giusto qualche giorno fa ha sfornato un'invettiva sugli stalli a pagamento contro la Giunta Gattinoni  dando spazio - su una questione "tirata fuori" da Marco Caterisano (che ha nell'inviso Antonio Pasquini in suo primo sponsor) - alla fedelissima Alessandra Rota e al  “candidato FDI alle prossime elezioni amministrative” Leonardo Valessina (fresco di designazione quale rappresentante della Regione nel Collegio dei revisori della Fondazione lombarda per l'ambiente) escludendo, guarda caso, proprio Boscagli. Con i soliti ben informati che già si spingono a dire che sia stato... parcheggiato. Il consigliere regionale gli preferirebbe Simone Brigatti.
E allora perché c'è Minuzzo nel sondaggio? Perché, come detto, lanciato da “Lallo” Negri, chiamato nel difficile compito di salvare, in ogni situazione, capra e cavoli ma a sua volta – ormai si sa – in rotta con “Zampe”, in una prova di forza tutta interna al partito che ha le prossime elezioni regionali (pur lontanissime) sullo sfondo. E' in questo quadro che vanno inserite vicende come quella del voto per le provinciali (con l'evidente sviamento di preferenze per indebolire – fino a sperare nella sconfitta? - la candidatura di Alessandra Hofmann) e la questione Parlasco, dove le dimissioni dei tre consiglieri zamperiniani non era stata anticipata nemmeno al quarto meloniano in consiglio, quell'Enrico Bianchini capogruppo d'opposizione, aggregato alla “fiamma” da Beppe Mambretti. Ognuno gioca la sua partita. Qualcuno finirà per bruciarsi. O essere bruciato, come il buon Fabio Pio Mastroberardino.
Per ora, è certo, è la credibilità del centrodestra, ad essere picconata da iniziative unilaterali come il sondaggio e da contromosse come il comunicato di Daniele Butti e Roberto Gagliardi che riportiamo di seguito. Ed il dubbio ormai è lecito: ma siamo davvero sicuri che qualcuno nell'alleanza non stia lavorando per spianare la strada a Gattinoni? Mah.
Oggetto: chiarimenti su presunti sondaggi relativi al candidato sindaco di Lecco

In merito alla diffusione di notizie rispetto a un presunto sondaggio sui possibili candidati sindaco del centrodestra a Lecco, la Lega Salvini Premier – provinciale e Forza Italia – provinciale ritengono necessario fare alcune precisazioni.
Si tratta di un’iniziativa unilaterale, assunta senza alcun confronto né condivisione con le rispettive segreterie della coalizione.
Un’iniziativa che appare tardiva, priva di utilità politica e che non contribuisce in alcun modo a rafforzare il percorso comune. Al contrario, non semplifica il quadro ma rischia di avvelenare il clima, generando confusione e divisioni inutili.
L’utilizzo dell’omonimia sul nome “Piazza” è inoltre fuorviante: tale riferimento non rappresenta un’opzione in campo. Il sostegno a Carlo Piazza è noto da tempo, chiaro e saldo, e non è mai stato messo in discussione.
Se questa iniziativa dovesse preludere a un cambio di candidato da parte di Fratelli d’Italia, la riteniamo improvvida, soprattutto alla luce dell’impegno profuso da Filippo Boscagli, il cui nome non è mai stato espresso da noi, ma il cui lavoro resta apprezzato.
In conclusione, parliamo di un’operazione totalmente irrilevante sotto il profilo politico e incapace di incidere sul percorso del centrodestra, che deve invece puntare su chiarezza, coesione e rispetto degli impegni assunti.

Daniele Butti
Segretario Provinciale
Lega Salvini Premier

Roberto Gagliardi
Coordinatore Provinciale
Forza Italia
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