Comuni Montani: confermati tutti i lecchesi, con 7 nuovi
Le preoccupazioni dei territori sono definitivamente dissipate. La seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e della Conferenza Unificata di ieri ha segnato una svolta fondamentale sui nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani.
L’esito è estremamente positivo: tutti i Comuni montani del Lecchese sono stati confermati e, grazie alla nuova classificazione, si aggiungono sette nuovi Comuni, rafforzando ulteriormente il riconoscimento delle specificità territoriali della provincia.
In particolare, entrano a far parte della classificazione dei Comuni montani Airuno, Barzanò, La Valletta Brianza, Santa Maria Hoè, Sirtori, Viganò e Lecco.
Lo erano già Abbadia Lariana, Ballabio, Calolziocorte, Carenno, Cesana Brianza, Civate, Colle Brianza, Ello, Erve, Galbiate, Garlate, Lierna, Malgrate, Mandello del Lario, Monte Marenzo, Olginate, Oliveto Lario, Pescate, Suello, Valgreghentino, Valmadrera, Vercurago, Barzio, Bellano, Casargo, Cassina Valsassina, Colico, Cortenova, Crandola Valsassina, Cremeno, Dervio, Dorio, Esino Lario, Introbio, Margno, Moggio, Morterone, Pagnona, Parlasco, Pasturo, Perledo, Premana, Primaluna, Sueglio, Taceno, Valvarrone e Varenna.
“È un risultato che dà risposte concrete ai territori e agli amministratori locali – dichiara il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza – Le preoccupazioni emerse nei mesi scorsi sono state completamente superate: nessun Comune montano è stato escluso e il perimetro viene addirittura ampliato”.
Piazza sottolinea il ruolo del Governo, della Regione e del lavoro svolto in Conferenza Unificata:
“Un ringraziamento va al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che ha promosso una proposta equilibrata e condivisa, capace di valorizzare le realtà montane, e all’Assessore regionale Massimo Sertori per il lavoro svolto in sede di Conferenza Unificata, determinante per arrivare a questo risultato. Regione Lombardia ha lavorato con determinazione, portando in Conferenza la voce dei territori e ascoltando le esigenze delle comunità locali”.
“Regione Lombardia – prosegue Piazza – ha lavorato con determinazione, portando in Conferenza la voce dei territori e ascoltando le esigenze delle comunità locali. La conferma di tutti i Comuni montani e l’ingresso di sette nuovi Comuni nel Lecchese – conclude – rappresentano un segnale politico chiaro: le montagne non vengono lasciate indietro. Ancora una volta la Lega dimostra di essere dalla parte dei territori, traducendo l’ascolto e il confronto in risultati concreti”.
Regione Lombardia ha svolto un ruolo determinante nel difendere gli interessi locali: “Abbiamo fatto sentire la nostra voce portando in Conferenza le istanze dei Comuni e ascoltando il territorio. Il risultato è chiaro: nessun Comune montano è stato penalizzato e, anzi, il riconoscimento viene esteso. È una vittoria del buon senso e dei territori – conclude Piazza – Ancora una volta la Lega dimostra di saper difendere concretamente le comunità montane, trasformando le preoccupazioni in un risultato politico e istituzionale concreto”.
"I territori sono stati ascoltati – dichiara anche Giacomo Zamperini, Presidente della Commissione Montagna di Regione Lombardia – La nuova classificazione riflette la reale conformazione del territorio pedemontano lecchese, che vede le nostre montagne affacciarsi sui laghi. Così possiamo offrire basi solide per pianificare politiche mirate. Ulteriori correzioni potranno essere valutate nei prossimi mesi: vogliamo che la legge regga su fondamenta solide e rocciose e non venga spazzata via al primo colpo di vento forte. Ora non ci fermiamo – prosegue Zamperini – Stiamo già lavorando alla modifica della legge regionale sul riordino delle Comunità montane della Lombardia, che andrà uniformata alla nuova normativa nazionale. Oggi, ad esempio, sono esclusi i Comuni capoluogo di provincia e quelli sopra i trentamila abitanti. Vogliamo superare questo limite affinché anche comuni montani come Lecco, Varese e Como possano entrare a pieno titolo nelle Comunità montane, rafforzando governance territoriale, progettualità condivisa e capacità di attrarre risorse. Nei prossimi giorni incontrerò anche l’Assessore Regionale alla Montagna e Enti Locali, Massimo Sertori per definire gli adeguamenti normativi necessari e garantire piena coerenza tra Roma e Milano. Continueremo a lavorare perché la montagna sia sempre più protagonista delle politiche regionali e nazionali. A tale proposito, continuano le visite della Commissione che presiedo nelle diverse Comunità Montane di Regione Lombardia, affinché si possa arrivare ad una risoluzione sulla montagna, sulla base di una ricognizione chiara delle esigenze e proposte di chi amministra, vive e lavora nelle nostre “terre alte”".
L’esito è estremamente positivo: tutti i Comuni montani del Lecchese sono stati confermati e, grazie alla nuova classificazione, si aggiungono sette nuovi Comuni, rafforzando ulteriormente il riconoscimento delle specificità territoriali della provincia.
In particolare, entrano a far parte della classificazione dei Comuni montani Airuno, Barzanò, La Valletta Brianza, Santa Maria Hoè, Sirtori, Viganò e Lecco.
Lo erano già Abbadia Lariana, Ballabio, Calolziocorte, Carenno, Cesana Brianza, Civate, Colle Brianza, Ello, Erve, Galbiate, Garlate, Lierna, Malgrate, Mandello del Lario, Monte Marenzo, Olginate, Oliveto Lario, Pescate, Suello, Valgreghentino, Valmadrera, Vercurago, Barzio, Bellano, Casargo, Cassina Valsassina, Colico, Cortenova, Crandola Valsassina, Cremeno, Dervio, Dorio, Esino Lario, Introbio, Margno, Moggio, Morterone, Pagnona, Parlasco, Pasturo, Perledo, Premana, Primaluna, Sueglio, Taceno, Valvarrone e Varenna.
“È un risultato che dà risposte concrete ai territori e agli amministratori locali – dichiara il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza – Le preoccupazioni emerse nei mesi scorsi sono state completamente superate: nessun Comune montano è stato escluso e il perimetro viene addirittura ampliato”.
Piazza sottolinea il ruolo del Governo, della Regione e del lavoro svolto in Conferenza Unificata:
“Un ringraziamento va al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che ha promosso una proposta equilibrata e condivisa, capace di valorizzare le realtà montane, e all’Assessore regionale Massimo Sertori per il lavoro svolto in sede di Conferenza Unificata, determinante per arrivare a questo risultato. Regione Lombardia ha lavorato con determinazione, portando in Conferenza la voce dei territori e ascoltando le esigenze delle comunità locali”.
“Regione Lombardia – prosegue Piazza – ha lavorato con determinazione, portando in Conferenza la voce dei territori e ascoltando le esigenze delle comunità locali. La conferma di tutti i Comuni montani e l’ingresso di sette nuovi Comuni nel Lecchese – conclude – rappresentano un segnale politico chiaro: le montagne non vengono lasciate indietro. Ancora una volta la Lega dimostra di essere dalla parte dei territori, traducendo l’ascolto e il confronto in risultati concreti”.
Regione Lombardia ha svolto un ruolo determinante nel difendere gli interessi locali: “Abbiamo fatto sentire la nostra voce portando in Conferenza le istanze dei Comuni e ascoltando il territorio. Il risultato è chiaro: nessun Comune montano è stato penalizzato e, anzi, il riconoscimento viene esteso. È una vittoria del buon senso e dei territori – conclude Piazza – Ancora una volta la Lega dimostra di saper difendere concretamente le comunità montane, trasformando le preoccupazioni in un risultato politico e istituzionale concreto”.
"I territori sono stati ascoltati – dichiara anche Giacomo Zamperini, Presidente della Commissione Montagna di Regione Lombardia – La nuova classificazione riflette la reale conformazione del territorio pedemontano lecchese, che vede le nostre montagne affacciarsi sui laghi. Così possiamo offrire basi solide per pianificare politiche mirate. Ulteriori correzioni potranno essere valutate nei prossimi mesi: vogliamo che la legge regga su fondamenta solide e rocciose e non venga spazzata via al primo colpo di vento forte. Ora non ci fermiamo – prosegue Zamperini – Stiamo già lavorando alla modifica della legge regionale sul riordino delle Comunità montane della Lombardia, che andrà uniformata alla nuova normativa nazionale. Oggi, ad esempio, sono esclusi i Comuni capoluogo di provincia e quelli sopra i trentamila abitanti. Vogliamo superare questo limite affinché anche comuni montani come Lecco, Varese e Como possano entrare a pieno titolo nelle Comunità montane, rafforzando governance territoriale, progettualità condivisa e capacità di attrarre risorse. Nei prossimi giorni incontrerò anche l’Assessore Regionale alla Montagna e Enti Locali, Massimo Sertori per definire gli adeguamenti normativi necessari e garantire piena coerenza tra Roma e Milano. Continueremo a lavorare perché la montagna sia sempre più protagonista delle politiche regionali e nazionali. A tale proposito, continuano le visite della Commissione che presiedo nelle diverse Comunità Montane di Regione Lombardia, affinché si possa arrivare ad una risoluzione sulla montagna, sulla base di una ricognizione chiara delle esigenze e proposte di chi amministra, vive e lavora nelle nostre “terre alte”".




















