E il prezzo lo paghiamo noi

Caro direttore,
non capisco lo stupore dei meratesi, dei lecchesi e più in generale dei lombardi, di fronte alle questioni che riguardano il nostro territorio. Io non credo alla similitudine con la rana nella pentola di acqua che si scalda lentamente fino a bollirla, perché anche se è vero che in questa regione si è proceduto proprio in questo modo, i cittadini non possono considerarsi mere vittime.
Da anni è chiaramente in atto un processo di asservimento del nostro territorio - e non solo - a vantaggio di pochi e a spese di molti.
Ma cosa pensavate, che potervi vantare di essere la regione più virtuosa fosse gratis?
Credevate che gli ospedali da noi fossero migliori perché siamo più bravi e onesti, invece di rendervi conto che spuntavano come funghi centri polidiagnostici privati in ogni dove, e che la politica ci diceva quanto fosse giusto così?
In questo modo ci hanno portato al punto in cui l'ospedale cittadino non è più indispensabile, anzi è un costo di cui sbarazzarsi al più presto! Noi paghiamo questo privilegio rivolgendoci al privato per qualsiasi visita o esame, pagando due volte, perché il pubblico continua a pesare sulle nostre tasse anche se andiamo a farci la cataratta da un privato!
Qualcuno forse si era illuso che la classe politica impedisse che, una realtà già fortemente inquinante, situata in pieno parco Adda, dove noi privati dobbiamo stare attenti a quale caldaietta installare, divenisse il tredicesimo inceneritore in Lombardia? In Italia sono attivi 35 inceneritori, 13 dei quali in Lombardia, che per il 43% del tempo brucia rifiuti extra regione, era indispensabile aggiungerne un altro.
Nel paese dei balocchi, forse, qualcuno pensava che un nuovo ponte tra le due sponde potesse essere una grande opportunità di riorganizzare la viabilità di una zona già molto critica, cercando una collocazione ottimale (possibile!). Ma siete impazziti? Il ponte serve lì, accanto al vecchio, così da impedirne il riconoscimento come patrimonio dell'UNESCO ma in modo che camion e treni merci possano giungere dove serve, a pochi, che ovviamente non sono cittadini del territorio. Ma sicuramente tutti abbiamo accolto con grande entusiasmo la nuova tratta della pedemontana, una mostruosità che ha spazzato via alcuni degli ultimi prati e boschi rimasti nella "verde" Brianza, devastando zone verdi, abbattendo case, asili e che porterà -pochi- vantaggi ai soliti amici degli amici e contestualmente porterà traffico, inquinamento, rumore e degrado a tutta la collettività.
D'altra parte si sa, la Brianza lecchese è generosa, dopo decenni siamo ancora gli unici a pagare per la tangenziale, un balzello che per anni ci hanno detto essere temporaneo, che ha visto anche i sindaci protestare con tanto di fascia tricolore, ma che, guarda un po', c'è ancora ed è aumentato alla folle cifra di 2.10 euro!!!
Naturalmente noi sempre bravissimi a lamentarci ma in fin dei conti troppo vigliacchi per fare davvero qualcosa. D'altra parte -hey- viviamo nella regione più virtuosa, dove pochi fanno i soldi e molti ne pagano il prezzo. E ad ogni tornata elettorale siamo nel panico perché non c'è alcuna alternativa, destra e sinistra si equivalgono in quanti a nefandezze e nepotismi e quindi rimaniamo sempre qui, sempre più nella ganga.
Saremo sempre più sommersi dal traffico, asfissiati da fumi e smog, malati e poveri.
Però tranquilli, in spiaggia sotto un ombrellone in decima fila a 50 euro al giorno, potremo continuare a vantarci di essere lombardi, i più virtuosi!
Diogene
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