PAROLE CHE PARLANO/262

banner bglobohomebig-29264.jpg

Chirurgo

 Dopo avere ritirato da un bravo sarto un capo d’abbigliamento, mi sono detto: «Perfetto, un vero e proprio lavoro da chirurgo». Può sembrare un’esagerazione, un’iperbole, ma in realtà non è così.
Sappiamo benissimo che oggi la parola chirurgo viene usata esclusivamente per i medici, che tra l’altro sono laureati in “medicina e chirurgia”, con una formazione completa che copre sia la diagnosi clinica (la "medicina") sia le tecniche operative (la "chirurgia").
Ma non è sempre stato così.
Nell’antica Grecia, fu coniato il termine cheirourgós, composto da cheir, che significa "mano" e da ergon che significa "opera", "lavoro": il suo significato letterale era "colui che opera con le mani" o "lavoratore manuale". Quindi, inizialmente, poteva essere un artigiano, un fabbro, un operaio o… un sarto!
Tuttavia, col tempo, la parola cheirourgós fu usata esclusivamente in ambito medico. Per le diverse professioni manuali fu coniata la parola cheirōnax, che univa cheir (mano) ad anax (signore/maestro), i maestri del lavoro manuale. Sarebbe stato meglio, pertanto, che avessi definito cheironax il mio sarto, termine che avrebbe però suscitando perplessità e ironia.
I Romani acquisirono il termine greco e lo trasformarono in chirurgus che divenne infine chirurgo nella nostra lingua. Anche il francese chirurgien ci ricorda la derivazione latina. In inglese si usa surgeon; sembrerebbe avere radici diverse, ma in realtà non è così, perché deriva dal francese antico serurgien, dove il suono "chi-" si è trasformato in "se-". 

Qualche curiosità.
Un tempo il medico era lo studioso, colui che analizzava i testi, osservava i sintomi e prescriveva cure teoriche. Il chirurgo, invece, era colui che interveniva fisicamente. Spesso, nel Medioevo, questa figura coincideva con quella del barbiere (il barbiere-chirurgo), perché era l'unico ad avere gli strumenti affilati e la manualità necessaria per incidere, estrarre denti o ricucire ferite.
La (o il) chiromante è colei/colui che legge la mano: chiro (mano), -mante (indovino).
Il (o la) chiropratico, professionista sanitario che cura i disturbi del sistema muscolo-scheletrico, deve il suo nome sempre all’uso delle mani.
Per ultimo, il termine scientifico chirotteri è usato per definire quelli che chiamiamo abitualmente pipistrelli, in cui le mani si sono trasformate in ali.

Rubrica a cura di Dino Ticli
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.