Nuovo Ponte: tutti temono gli effetti ma alcuni tacciono
Bene, adesso abbiamo numeri ancora più precisi sul quadro del traffico previsto dopo la costruzione del nuovo ponte di Paderno a trenta metri d’attuale come vogliono RFI e regione Lombardia. La sintesi è una e una soltanto: se quel progetto sarà realizzato il meratese vivrà in uno stato di congestione perenne con gravi danni per tutte le attività commerciali e produttive.
Peraltro la Regione stessa aveva anticipato i numeri, ammettendo implicitamente che la situazione del traffico col nuovo ponte a pochi metri dal San Michele sarebbe stata molto critica.
Ma nonostante ciò l’assessora Claudia Maria Terzi non sentiva né sente ragioni, anzi nomina un commissario per velocizzare la progettazione e la realizzazione del manufatto, sorda ai rilievi mossi dai sindaci del territorio e alle proposte scaturite durante le assemblee pubbliche.
Per la verità anche su un tema fondamentale come questo ci sono i distinguo politici.
Cominciamo con Gennaro Toto in quota a tutti i partiti del centrodestra, purché a margine dell’evento ci sia un buffet. Cernusco, dopo via Festini a Paderno è il nodo che maggiormente subirà il traffico da tangenziale e autostrada. In altre parole da Osnago a Paderno passando per i semafori (o le rotonde ma al momento la Provincia non ne parla) la colonna di veicoli anche pesanti sarà senza soluzione. Ma Toto non si esprime, non dice nulla se non una banalità (cui del resto è abituato): serve un nuovo ponte. E grazie al cavolo ci voleva Gennaro per un’affermazione così apodittica. Sul dove non dice nulla. Perché? Per non infastidire i regionali che sono, a scelta, in uno dei suoi partiti di riferimento.
Poi c’è Alessandra Hofmann, presidente della Provincia. Era in quota Forza Italia, poi è passata alla Lega e adesso – senza dare troppo nell’occhio – va a braccetto con Alessandro “Lallo” Negri, presidente provinciale di Fratelli d’Italia. La Hofmann è alla disperata ricerca di voti per farsi rieleggere. Il ritorno all’anonimato la terrorizza. Quindi vorrebbe dire qualcosa sul nuovo ponte per avvicinare qualche consigliere comunale riottoso, ma al tempo stesso teme i rimproveri dei consiglieri regionali. I quali, Mauro Piazza e Giacomo Zamperini – pur consci che il progetto di RFI è di un’assurdità inenarrabile – non prendono posizione. A loro volta guardano al piano ancora superiore. A difendere le ragioni del territorio, da Santa Maria a Verderio passando per Brivio – dove Airoldi prima protesta poi quasi per scusarsi dice che i consiglieri regionali sono sempre vigili . . . . va la Federico . . – c’è in prima fila Fabio Vergani. Che, non a caso, è il candidato alternativo alla Hofmann.
Infine c’è Mattia Salvioni del quale fatichiamo a capire esattamente cosa pensa. Secondo lo studio, il tratto della SP 54 sul territorio meratese sarà dopo il 2030 impercorribile (non che oggi sia di buon comfort). Una sua presa di posizione netta sarebbe auspicabile anche perché normalmente dimostra onnisciènza.
Abbiamo evitato il “caso” Pendeggia da Montevecchia. Per pura carità di patria. A un Toto si può “sparare” in senso politico, ovviamente. A Pendeggia no. Fa tenerezza.
Peraltro la Regione stessa aveva anticipato i numeri, ammettendo implicitamente che la situazione del traffico col nuovo ponte a pochi metri dal San Michele sarebbe stata molto critica.
Ma nonostante ciò l’assessora Claudia Maria Terzi non sentiva né sente ragioni, anzi nomina un commissario per velocizzare la progettazione e la realizzazione del manufatto, sorda ai rilievi mossi dai sindaci del territorio e alle proposte scaturite durante le assemblee pubbliche.
Per la verità anche su un tema fondamentale come questo ci sono i distinguo politici.
Cominciamo con Gennaro Toto in quota a tutti i partiti del centrodestra, purché a margine dell’evento ci sia un buffet. Cernusco, dopo via Festini a Paderno è il nodo che maggiormente subirà il traffico da tangenziale e autostrada. In altre parole da Osnago a Paderno passando per i semafori (o le rotonde ma al momento la Provincia non ne parla) la colonna di veicoli anche pesanti sarà senza soluzione. Ma Toto non si esprime, non dice nulla se non una banalità (cui del resto è abituato): serve un nuovo ponte. E grazie al cavolo ci voleva Gennaro per un’affermazione così apodittica. Sul dove non dice nulla. Perché? Per non infastidire i regionali che sono, a scelta, in uno dei suoi partiti di riferimento.
Poi c’è Alessandra Hofmann, presidente della Provincia. Era in quota Forza Italia, poi è passata alla Lega e adesso – senza dare troppo nell’occhio – va a braccetto con Alessandro “Lallo” Negri, presidente provinciale di Fratelli d’Italia. La Hofmann è alla disperata ricerca di voti per farsi rieleggere. Il ritorno all’anonimato la terrorizza. Quindi vorrebbe dire qualcosa sul nuovo ponte per avvicinare qualche consigliere comunale riottoso, ma al tempo stesso teme i rimproveri dei consiglieri regionali. I quali, Mauro Piazza e Giacomo Zamperini – pur consci che il progetto di RFI è di un’assurdità inenarrabile – non prendono posizione. A loro volta guardano al piano ancora superiore. A difendere le ragioni del territorio, da Santa Maria a Verderio passando per Brivio – dove Airoldi prima protesta poi quasi per scusarsi dice che i consiglieri regionali sono sempre vigili . . . . va la Federico . . – c’è in prima fila Fabio Vergani. Che, non a caso, è il candidato alternativo alla Hofmann.
Infine c’è Mattia Salvioni del quale fatichiamo a capire esattamente cosa pensa. Secondo lo studio, il tratto della SP 54 sul territorio meratese sarà dopo il 2030 impercorribile (non che oggi sia di buon comfort). Una sua presa di posizione netta sarebbe auspicabile anche perché normalmente dimostra onnisciènza.
Abbiamo evitato il “caso” Pendeggia da Montevecchia. Per pura carità di patria. A un Toto si può “sparare” in senso politico, ovviamente. A Pendeggia no. Fa tenerezza.
Claudio Brambilla





















