Il consiglio provinciale approva un odg contro il distacco di Colico e la riunificazione di Lecco e Como
Consiglio provinciale schierato compatto contro la proposta di riunificazione di Lecco e Como e il distacco di Colico verso Sondrio.
L'ultimo punto in discussione nell'assise, convocata per il tardo pomeriggio di mercoledì 2 aprile, ha visto la lettura integrale dell'ordine del giorno che porta la firma oltre che dei consiglieri in carica anche degli ex vertici di Villa Locatelli che lo hanno condiviso assieme all'ultimo presidente della Provincia di Como, prima della nascita di quella di Lecco.
Prima a prendere la parola al termine della declamazione del testo è stata la stessa presidente Alessandra Hofmann che dopo avere ringraziato tutti per l'impegno profuso a dare risposte concrete e serie ai temi sollevati sulla questione del comune di Colico ha ricordato come lo stesso abbia avuto rappresentanze significative in enti e realtà importanti. “Colico è sempre stato tenuto in considerazione perchè fa parte del territorio, è parte della Provincia e spostandosi avrebbe molto da perdere” ha ribadito ricordando come le peculiarità rispetto a Sondrio siano profondamente diverse e come un eventuale cambio, in termini economici e burocratici per cittadini e imprese, risulterebbe un aggravio oneroso di costi e pratiche.

La parola è poi passata al consigliere Antonio Pasquini di “Casa dei Comuni” che ha proposto un intervento sulla storia e le tradizioni, temi questi che non ha ritrovato nell'incontro a cui ha partecipato e dove è stato presentato lo studio relativo alla riunificazione delle due provincie e il distacco di Colico.
“L'ordine del giorno che andiamo ad approvare è chiaro, perchè ribadisce con fermezza la netta contrarietà a questa operazione” ha spiegato. “Abbiamo il caso di Torre de' Busi tornata alla provincia di Bergamo di cui però ha sempre fatto parte, ed è cosa ben diversa rispetto al passaggio di Colico con Sondrio. Si tratta di un comune che è sempre stato terra di frontiera, ma con lo sguardo rivolto verso il lago, verso la provincia di Lecco. Cambiare provincia significa avere ricadute pesantissime sui cittadini e sulle imprese, nelle diverse articolazioni in cui si sviluppano le realtà e negli aspetti che poi incidono sulla vita quotidiana, dall'Agenzia delle entrate alla Camera di commercio. La nostra contrarietà non è solo politica ma è anche legata a ragioni storiche, sociali ed economiche”.
Ha concluso poi Roberto Nigriello di “La provincia territorio bene comune” che ha ricordato il lungo percorso fatto dall'ente per arrivare ai giorni nostri e per il quale serve “memoria storica”.
Messo ai voti dalla presidente Hofmann l'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità dei presenti.
L'ultimo punto in discussione nell'assise, convocata per il tardo pomeriggio di mercoledì 2 aprile, ha visto la lettura integrale dell'ordine del giorno che porta la firma oltre che dei consiglieri in carica anche degli ex vertici di Villa Locatelli che lo hanno condiviso assieme all'ultimo presidente della Provincia di Como, prima della nascita di quella di Lecco.
Prima a prendere la parola al termine della declamazione del testo è stata la stessa presidente Alessandra Hofmann che dopo avere ringraziato tutti per l'impegno profuso a dare risposte concrete e serie ai temi sollevati sulla questione del comune di Colico ha ricordato come lo stesso abbia avuto rappresentanze significative in enti e realtà importanti. “Colico è sempre stato tenuto in considerazione perchè fa parte del territorio, è parte della Provincia e spostandosi avrebbe molto da perdere” ha ribadito ricordando come le peculiarità rispetto a Sondrio siano profondamente diverse e come un eventuale cambio, in termini economici e burocratici per cittadini e imprese, risulterebbe un aggravio oneroso di costi e pratiche.

Il lago a Colico
La parola è poi passata al consigliere Antonio Pasquini di “Casa dei Comuni” che ha proposto un intervento sulla storia e le tradizioni, temi questi che non ha ritrovato nell'incontro a cui ha partecipato e dove è stato presentato lo studio relativo alla riunificazione delle due provincie e il distacco di Colico.
“L'ordine del giorno che andiamo ad approvare è chiaro, perchè ribadisce con fermezza la netta contrarietà a questa operazione” ha spiegato. “Abbiamo il caso di Torre de' Busi tornata alla provincia di Bergamo di cui però ha sempre fatto parte, ed è cosa ben diversa rispetto al passaggio di Colico con Sondrio. Si tratta di un comune che è sempre stato terra di frontiera, ma con lo sguardo rivolto verso il lago, verso la provincia di Lecco. Cambiare provincia significa avere ricadute pesantissime sui cittadini e sulle imprese, nelle diverse articolazioni in cui si sviluppano le realtà e negli aspetti che poi incidono sulla vita quotidiana, dall'Agenzia delle entrate alla Camera di commercio. La nostra contrarietà non è solo politica ma è anche legata a ragioni storiche, sociali ed economiche”.
Ha concluso poi Roberto Nigriello di “La provincia territorio bene comune” che ha ricordato il lungo percorso fatto dall'ente per arrivare ai giorni nostri e per il quale serve “memoria storica”.
Messo ai voti dalla presidente Hofmann l'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità dei presenti.
S.V.