Rotary Club Lecco: un viaggio attraverso i libri di Andrea Mattei
Mercoledì 26 marzo, i soci del Rotary Club Lecco si sono riuniti per assistere all'intervento di Andrea Mattei, giornalista e scrittore autore di L’arte di fare lo zaino, La via dei sassi e In cammino per la libertà. Maurizio Crippa, socio del Rotary Club Lecco, ha introdotto il relatore, spiegando di averlo conosciuto leggendo i suoi libri, in particolare L’arte di fare lo zaino. Un'opera che, come ha sottolineato Maurizio, non è solo una guida pratica su come preparare lo zaino, ma anche una riflessione sul cammino e sulla storia degli oggetti che scegliamo di mettere nello zaino.

La parola è quindi passata al socio rotariano Lorenzo Goretti, che ha moderato l'incontro ponendo alcune domande al relatore, tra cui quella sull'origine dell'idea dietro al libro. Andrea Mattei ha spiegato che uno degli aspetti principali riguarda il peso dello zaino. Se il suo peso è percepito come sette volte maggiore rispetto a quello reale e ogni chilometro percorso equivale a circa 1500 passi anche una piccola variazione di peso può fare la differenza. Per questo motivo, è fondamentale alleggerirlo, concentrandosi sull’essenziale e rimuovendo il superfluo.
Rispondendo alla domanda sul perché racconta le storie e le origini degli oggetti presenti nel suo zaino nel libro, Mattei ha raccontato che una volta aveva intenzione di portare in cammino una lente di ingrandimento, ma essendo troppo grande, non andava bene per essere portata nello zaino. Si era allora ricordato che da piccolo c'era un righello con una lente integrata, ma non riusciva più a trovarlo in commercio. Alla fine si è rivolto a un ottico, che gli ha detto che quella lente era una lente di Fresnel. Da quel momento, Mattei ha approfondito la storia di quella lente e di altri oggetti che portava con sé, riportandone le coinvolgenti storie nel suo libro.
Andrea Mattei ha anche suggerito un buon esercizio che aiuta a riflettere su ciò che realmente serve mettere nello zaino: consiste nel tornare da un cammino, mettere gli oggetti usati per terra e osservare quelli che non sono stati necessari. Ha infine parlato dell’importanza del "lavoro di alleggerimento" a livello mentale: più si cammina, più la mente si libera, e questo processo permette di dare il giusto peso alle cose.
Il relatore ha poi illustrato brevemente gli altri due libri. La via dei sassi di Matera, di cui ha mostrato un video realizzato da lui, racconta il cammino che attraversa la rete di percorsi creati da una cooperativa di giovani reduci dal cammino di Santiago. Il percorso da Bari a Matera, insieme agli altri cammini, ha permesso di destagionalizzare il turismo e di dare visibilità a luoghi che, come Cassano delle Murge e San Teramo, non avevano una vocazione turistica, ma sono ricchi di storia e tradizione.
Il terzo libro, invece, parla dell'Armistizio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel campo 78 di Sulmona, alcuni abruzzesi nascosero prigionieri inglesi, che subivano le minacce da parte dei tedeschi. Una volta finita la guerra, gli ex prigionieri, riconoscenti, tornarono e ripercorsero con gli abruzzesi i sentieri che erano diventati simbolo di solidarietà. Oggi, questi sentieri sono conosciuti come “I sentieri della libertà” e vengono percorsi da molte persone come simbolo della solidarietà degli abruzzesi verso gli stranieri in difficoltà he bussavano alle loro porte.
La serata si è conclusa con l'intervento del Sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, che ha sottolineato quanto sia importante camminare anche dal punto di vista fisico e chimico. Infine, il presidente del Rotary Club Lecco, Luca Tentori, ha ringraziato calorosamente Andrea Mattei per il suo prezioso intervento.

La parola è quindi passata al socio rotariano Lorenzo Goretti, che ha moderato l'incontro ponendo alcune domande al relatore, tra cui quella sull'origine dell'idea dietro al libro. Andrea Mattei ha spiegato che uno degli aspetti principali riguarda il peso dello zaino. Se il suo peso è percepito come sette volte maggiore rispetto a quello reale e ogni chilometro percorso equivale a circa 1500 passi anche una piccola variazione di peso può fare la differenza. Per questo motivo, è fondamentale alleggerirlo, concentrandosi sull’essenziale e rimuovendo il superfluo.
Rispondendo alla domanda sul perché racconta le storie e le origini degli oggetti presenti nel suo zaino nel libro, Mattei ha raccontato che una volta aveva intenzione di portare in cammino una lente di ingrandimento, ma essendo troppo grande, non andava bene per essere portata nello zaino. Si era allora ricordato che da piccolo c'era un righello con una lente integrata, ma non riusciva più a trovarlo in commercio. Alla fine si è rivolto a un ottico, che gli ha detto che quella lente era una lente di Fresnel. Da quel momento, Mattei ha approfondito la storia di quella lente e di altri oggetti che portava con sé, riportandone le coinvolgenti storie nel suo libro.
Andrea Mattei ha anche suggerito un buon esercizio che aiuta a riflettere su ciò che realmente serve mettere nello zaino: consiste nel tornare da un cammino, mettere gli oggetti usati per terra e osservare quelli che non sono stati necessari. Ha infine parlato dell’importanza del "lavoro di alleggerimento" a livello mentale: più si cammina, più la mente si libera, e questo processo permette di dare il giusto peso alle cose.
Il relatore ha poi illustrato brevemente gli altri due libri. La via dei sassi di Matera, di cui ha mostrato un video realizzato da lui, racconta il cammino che attraversa la rete di percorsi creati da una cooperativa di giovani reduci dal cammino di Santiago. Il percorso da Bari a Matera, insieme agli altri cammini, ha permesso di destagionalizzare il turismo e di dare visibilità a luoghi che, come Cassano delle Murge e San Teramo, non avevano una vocazione turistica, ma sono ricchi di storia e tradizione.
Il terzo libro, invece, parla dell'Armistizio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel campo 78 di Sulmona, alcuni abruzzesi nascosero prigionieri inglesi, che subivano le minacce da parte dei tedeschi. Una volta finita la guerra, gli ex prigionieri, riconoscenti, tornarono e ripercorsero con gli abruzzesi i sentieri che erano diventati simbolo di solidarietà. Oggi, questi sentieri sono conosciuti come “I sentieri della libertà” e vengono percorsi da molte persone come simbolo della solidarietà degli abruzzesi verso gli stranieri in difficoltà he bussavano alle loro porte.
La serata si è conclusa con l'intervento del Sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, che ha sottolineato quanto sia importante camminare anche dal punto di vista fisico e chimico. Infine, il presidente del Rotary Club Lecco, Luca Tentori, ha ringraziato calorosamente Andrea Mattei per il suo prezioso intervento.
