Schianto mortale a Chiuso nel '23: giovane patteggia
Trasportato in codice rosso all'ospedale Manzoni di Lecco, a seguito di un gravissimo incidente occorso il 16 aprile 2023 in Corso Bergamo, al confine con Vercurago, morì qualche mese più tardi, nell'ottobre dello stesso anno.
Nulla da fare dunque per Belkhair Ezzakri, il sessantenne di origine marocchina che si trovava alla guida di un furgone rimasto coinvolto nel tragico impatto con un'autovettura.
Sul posto, poco dopo la mezzanotte di quel drammatico sabato, la centrale operativa di Areu aveva inviato svariati mezzi di soccorso (tra cui l'elicottero) per prestare, agli occupanti dei due veicoli coinvolti, le prime cure del caso. Anche i vigili del fuoco erano intervenuti con alcune squadre, rimaste impegnate a lungo sullo scenario della tragedia, in supporto al personale del 118. Nel violentissimo impatto infatti, il veicolo di lavoro aveva preso fuoco, con i due occupanti estratti miracolosamente vivi dall'abitacolo che stava per essere avvolto dalle fiamme. Anche il conducente della vettura era rimasto incastrato fra le lamiere accartocciate del mezzo.
Il bilancio, dal punto di vista sanitario, era stato di due feriti gravissimi, trasportati in codice rosso al Manzoni. Fra loro anche il marocchino alla guida del furgone che aveva riportato (anche) traumi gravissimi agli arti inferiori. Le sue condizioni, fin da subito precarie, sarebbero peggiorate con il trascorrere del tempo, sino al decesso avvenuto il 5 ottobre dello stesso anno.
Una tragica vicenda di cronaca di cui si è discusso stamani in Tribunale a Lecco; al cospetto del giudice per le udienze preliminari Gianluca Piantadosi si è infatti presentato il giovane alla guida della vettura che, quasi due anni fa, impattò contro il furgone. Classe 1987 e residente nell'oggionese, l'uomo doveva rispondere di omicidio stradale aggravato in quanto, sottoposto a controlli dalle forze dell'ordine intervenute per i rilievi, sarebbe risultato positivo all'alcol test.
Difeso di fiducia da un penalista del Foro di Milano, il giovane ha patteggiato (su consenso prestato dalla Procura) la pena di due anni e sei mesi, oltre al pagamento di una multa di 600 euro. Presente stamani in aula anche il legale che assiste i familiari della vittima.
Nulla da fare dunque per Belkhair Ezzakri, il sessantenne di origine marocchina che si trovava alla guida di un furgone rimasto coinvolto nel tragico impatto con un'autovettura.

Il bilancio, dal punto di vista sanitario, era stato di due feriti gravissimi, trasportati in codice rosso al Manzoni. Fra loro anche il marocchino alla guida del furgone che aveva riportato (anche) traumi gravissimi agli arti inferiori. Le sue condizioni, fin da subito precarie, sarebbero peggiorate con il trascorrere del tempo, sino al decesso avvenuto il 5 ottobre dello stesso anno.
Una tragica vicenda di cronaca di cui si è discusso stamani in Tribunale a Lecco; al cospetto del giudice per le udienze preliminari Gianluca Piantadosi si è infatti presentato il giovane alla guida della vettura che, quasi due anni fa, impattò contro il furgone. Classe 1987 e residente nell'oggionese, l'uomo doveva rispondere di omicidio stradale aggravato in quanto, sottoposto a controlli dalle forze dell'ordine intervenute per i rilievi, sarebbe risultato positivo all'alcol test.
Difeso di fiducia da un penalista del Foro di Milano, il giovane ha patteggiato (su consenso prestato dalla Procura) la pena di due anni e sei mesi, oltre al pagamento di una multa di 600 euro. Presente stamani in aula anche il legale che assiste i familiari della vittima.
G.C.