Enaip Lecco 'R1PUD1A' la guerra: mattinata con Emergency
Enaip Lecco diventa una scuola che ripudia la guerra, aderendo alla campagna di Emergency intitolata “R1PUD1A”, un titolo che evoca, anche nella grafica, l’articolo 11 della Costituzione italiana.

Nella mattinata del 1° aprile, due volontari di Emergency, Giorgio Maioli e Roberta Piazza, hanno incontrato le studentesse e gli studenti di Enaip per sensibilizzarli a un impegno concreto contro la guerra e le sue inevitabili tragiche conseguenze, nella convinzione che tutti possono fare qualcosa per cambiare le logiche distruttive di morte. L’iniziativa è stata scelta tra le proposte di Continente Italia.
«Una giornata importante per Enaip in un momento storico particolare in cui le guerre sono all’ordine del giorno e in cui sentiamo parlare, quotidianamente, di riarmo e di idee malsane che puntano a preparare i nostri giovani all’eventualità della guerra. Ecco, noi ci collochiamo su uno scenario completamente opposto perché pensiamo che a vincere debba essere la cultura di pace. Pace intesa non solo come fine delle guerre, come giustamente auspichiamo, ma come un nuovo linguaggio e un nuovo modo di stare insieme e vivere le relazioni: una strada che possa insegnare ad abbandonare la logica, perdente, della competizione per passare a quella della cooperazione perché la scuola è il luogo dove rendere radicale la speranza. È questa la chiave per aiutarli a diventare cittadine e cittadini capaci di ascoltare, accogliere, aiutare chi ha difficoltà e resta indietro, imparare che solo una società inclusiva può creare opportunità di benessere per tutti: benessere inteso come possibilità di stare bene ed essere felici. Ringraziamo Emergency per questa momento alto di riflessione e Continente Italia per l’opportunità» spiega Andrea Donegà, Direttore Enaip Lecco, Monticello Brianza e Morbegno.
«Il nostro lavoro nelle scuole è una parte importante dell'attività di Emergency perché ci consente di raccontare i numeri di questi ormai 31 annidi attività a partire dai 13 milioni di persone curate gratuitamente e dai numerosi ospedali costruiti e nei quali lavoriamo ma anche, e soprattutto, di raccontare perché ci siamo e operiamo. Ogni giorno, nel mondo, ci confrontiamo con diritti negati a persone che hanno la sola "colpa" di essere nate nel posto sbagliato del mondo. Anche in Italia, all’interno dei 6 ambulatori territoriali e di quelli mobili incontriamo tanti immigrati invisibili che nelle campagne del sud vengono sfruttati per la raccolta di quella frutta e verdura che arriva sulle nostre tavole. Invisibili senza diritti e a quali non viene riconosciuta la dignità di una paga giusta e dignitosa. Infine siamo impegnati in quella difficilissima e costosissima attività di salvataggio con la nave Life Support nel mar Mediterraneo che Papa Francesco ha definito "il più grande cimitero del mondo" con i suoi 30.000 morti annegati certificati negli ultimi 30 anni dall' UNHCR. La vostra adesione alla campagna R1PUD1A rafforza il nostro lavoro nella sensibilizzazione dei giovani sulla necessità di dire no alla guerra e verso una scelta pacifista e non violenta. Le utopie diventano realtà se ci crediamo» concludono i due volontari Emergency.

Nella mattinata del 1° aprile, due volontari di Emergency, Giorgio Maioli e Roberta Piazza, hanno incontrato le studentesse e gli studenti di Enaip per sensibilizzarli a un impegno concreto contro la guerra e le sue inevitabili tragiche conseguenze, nella convinzione che tutti possono fare qualcosa per cambiare le logiche distruttive di morte. L’iniziativa è stata scelta tra le proposte di Continente Italia.
«Una giornata importante per Enaip in un momento storico particolare in cui le guerre sono all’ordine del giorno e in cui sentiamo parlare, quotidianamente, di riarmo e di idee malsane che puntano a preparare i nostri giovani all’eventualità della guerra. Ecco, noi ci collochiamo su uno scenario completamente opposto perché pensiamo che a vincere debba essere la cultura di pace. Pace intesa non solo come fine delle guerre, come giustamente auspichiamo, ma come un nuovo linguaggio e un nuovo modo di stare insieme e vivere le relazioni: una strada che possa insegnare ad abbandonare la logica, perdente, della competizione per passare a quella della cooperazione perché la scuola è il luogo dove rendere radicale la speranza. È questa la chiave per aiutarli a diventare cittadine e cittadini capaci di ascoltare, accogliere, aiutare chi ha difficoltà e resta indietro, imparare che solo una società inclusiva può creare opportunità di benessere per tutti: benessere inteso come possibilità di stare bene ed essere felici. Ringraziamo Emergency per questa momento alto di riflessione e Continente Italia per l’opportunità» spiega Andrea Donegà, Direttore Enaip Lecco, Monticello Brianza e Morbegno.
«Il nostro lavoro nelle scuole è una parte importante dell'attività di Emergency perché ci consente di raccontare i numeri di questi ormai 31 annidi attività a partire dai 13 milioni di persone curate gratuitamente e dai numerosi ospedali costruiti e nei quali lavoriamo ma anche, e soprattutto, di raccontare perché ci siamo e operiamo. Ogni giorno, nel mondo, ci confrontiamo con diritti negati a persone che hanno la sola "colpa" di essere nate nel posto sbagliato del mondo. Anche in Italia, all’interno dei 6 ambulatori territoriali e di quelli mobili incontriamo tanti immigrati invisibili che nelle campagne del sud vengono sfruttati per la raccolta di quella frutta e verdura che arriva sulle nostre tavole. Invisibili senza diritti e a quali non viene riconosciuta la dignità di una paga giusta e dignitosa. Infine siamo impegnati in quella difficilissima e costosissima attività di salvataggio con la nave Life Support nel mar Mediterraneo che Papa Francesco ha definito "il più grande cimitero del mondo" con i suoi 30.000 morti annegati certificati negli ultimi 30 anni dall' UNHCR. La vostra adesione alla campagna R1PUD1A rafforza il nostro lavoro nella sensibilizzazione dei giovani sulla necessità di dire no alla guerra e verso una scelta pacifista e non violenta. Le utopie diventano realtà se ci crediamo» concludono i due volontari Emergency.
