Inchiesta Karpanthos: 'il fatto non sussiste', assolto l'ex Silea Beniamino Bianco

La sua è stata l'unica posizione già stralciata dal giudice, con la sentenza anticipata dunque di qualche mese rispetto alle pronunce attese per gli altri imputati, pronunce che non prima dell'autunno: Beniamino Bianco, ex volto noto di Silea, è stato assolto, perché il fatto non sussiste, in relazione alle accuse mosse nei suoi confronti nell'ambito della maxi inchiesta Karpanthos, partita dalla Calabria e arrivata a lambire anche il nostro territorio, coinvolgendo non solo l'oggionese – non più organico alla municipalizzata che gestisce i rifiuti – ma anche altri soggetti, come Giuseppina Trovato, nipote del boss Franco Coco Trovato e il suo ex compagno Danilo Monti, già toccato da altre vicende giudiziarie, incluso il caso di un omicidio avvenuto sempre in provincia di Catanzaro.
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La sede del Tribunale di Catanzaro e, nel riquadro, Beniamino Bianco

Bianco, classe 1969,  in particolare, era chiamato a rispondere del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, anche per aver favorito – nell'ipotesi accusatoria, ora evidentemente demolita dalla sentenza dei giorni scorsi - l'assunzione di almeno un presunto sodale in Silea, forte della sua posizione all'interno dell'organigramma della società, di cui, come anticipato, non è più dipendente da ormai qualche anno. 
Otto anni, la richiesta di condanna avanzata, al termine della sua requisitoria, dal sostituto procuratore Veronica Calcagno, prima che la parola passasse alla difesa.
“Il processo, avanti il GUP del Tribunale di Catanzaro, Dott. Mario Santoemma, e’  in corso per tutte quelle posizioni che hanno richiesto, ed ottenuto, che si procedesse con rito abbreviato (e, tra queste, anche il Sig. Beniamino Bianco). Le udienza andranno avanti, con calendarizzazione gia’ fissata, fino al prossimo autunno. La posizione del Sig. Bianco e’ stata da me discussa il 26 marzo 2025 e, alla luce delle prospettazioni difensive e della documentazione depositata, il Giudice dell’Udienza Preliminare ha deciso di stralciare la posizione e di ritirarsi subito per la decisione. Unica posizione per cui cio' e’ avvenuto” spiega l'avvocato Renato Papaleo, legale dell'oggionese. “Il Sig. Bianco e’ stato assolto da ogni imputazione perche’ il fatto non sussiste. Peraltro, questa decisione fa seguito a quella che era già stata assunta dal Tribunale di Milano, Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, con Decreto n.15/24 in data 27/02/24, che aveva integralmente rigettato la richiesta della Questura di Lecco di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per anni tre (richiesta svolta sulla base, sostanzialmente, degli stessi presunti indizi di colpevolezza contenuti nel capo di imputazione del processo di Catanzaro). Anche in questo caso il Tribunale aveva ritenuto del tutto irragionevoli ed infondate le contestazioni e gli indizi di colpevolezza esposti, rigettando integralmente la richiesta” argomenta ancora l'avvocato difensore. “Quindi, riassumendo: il GIP presso il Tribunale di Catanzaro, richiesto di emettere la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere, fin da subito l’ha rigettata ritenendo non sussistere  sufficienti indizi di colpevolezza a carico del Bianco; il Tribunale di Milano, Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, ha rigettato la richiesta della Questura di Lecco ritenendo non sussistere in alcun modo i necessari presupposti per l’emissione della misura di prevenzione richiesta; infine, il GUP del Tribunale di Catanzaro con sentenza n.101/25 in data 26/03/25 ha assolto il Sig. Beniamino Bianco dal reato ascritto perché il fatto non sussiste.
Il 56enne esce così di scena, a processo ancora in corso per gli altri imputati. Con uno strascico però pesante a livello umano, inclusa la perdita, uno dopo l'altro di due posti di lavoro, proprio per le ripercussioni che l'inchiesta ha avuto.
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