Lecco-Bergamo: il fallimento della classe politica leghista
I lavori sulla strada Lecco-Bergamo continuano a suscitare preoccupazioni e polemiche, con un aumento dei costi che è passato da 100 milioni di euro nel primo progetto agli attuali 230 milioni stimati.
Inaugurati nel 2013 dal Presidente della Provincia, Nava, e dal Senatore leghista Castelli, i lavori sono ora previsti per concludersi nel 2032, evidenziando un ritardo significativo e una gestione inefficace del progetto. Si aggiunga inoltre il disagio per i cittadini, ed in particolare l'intero quartiere di Chiuso, da 20 anni in ostaggio del cantiere incompiuto ma che proseguiranno sicuramente per i prossimi 10 anni.
È necessario pensare a soluzioni alternative come per esempio la metropolitana leggera tra Calolziocorte e Lecco.
Questa situazione mette in luce il fallimento della classe politica leghista degli ultimi 30 anni. Se consideriamo anche il trasporto pubblico, sia su gomma che su ferro, emerge un'incapacità di programmare in modo adeguato le problematiche legate alla mobilità nel nostro territorio.
In aggiunta, la mancanza di attenzione verso il dissesto ambientale è evidente: ogni volta che piove, si verificano frane e interruzioni sulle strade, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini.
Sarebbe auspicabile che chi riveste ora ruoli decisionali ed istituzionali, a partire dalla Provincia di Lecco e Regione Lombardia, dimostri maggiore serietà ed incisività nelle scelte.
È fondamentale che si riconsideri la gestione delle infrastrutture e della mobilità in modo più sostenibile.
Inaugurati nel 2013 dal Presidente della Provincia, Nava, e dal Senatore leghista Castelli, i lavori sono ora previsti per concludersi nel 2032, evidenziando un ritardo significativo e una gestione inefficace del progetto. Si aggiunga inoltre il disagio per i cittadini, ed in particolare l'intero quartiere di Chiuso, da 20 anni in ostaggio del cantiere incompiuto ma che proseguiranno sicuramente per i prossimi 10 anni.
È necessario pensare a soluzioni alternative come per esempio la metropolitana leggera tra Calolziocorte e Lecco.
Questa situazione mette in luce il fallimento della classe politica leghista degli ultimi 30 anni. Se consideriamo anche il trasporto pubblico, sia su gomma che su ferro, emerge un'incapacità di programmare in modo adeguato le problematiche legate alla mobilità nel nostro territorio.
In aggiunta, la mancanza di attenzione verso il dissesto ambientale è evidente: ogni volta che piove, si verificano frane e interruzioni sulle strade, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini.
Sarebbe auspicabile che chi riveste ora ruoli decisionali ed istituzionali, a partire dalla Provincia di Lecco e Regione Lombardia, dimostri maggiore serietà ed incisività nelle scelte.
È fondamentale che si riconsideri la gestione delle infrastrutture e della mobilità in modo più sostenibile.
Milva Caglio, responsabile mobilità segreteria Sinistra Italiana Lecco