Morte di Jennifer: consulenti al lavoro per ufficializzare la dinamica del tragico schianto
Proseguono le indagini per fare piena luce sulla morte di Jennifer Alcani, la tredicenne lecchese spirata all'Ospedale Manzoni sei giorni dopo lo schianto dell'auto su cui viaggiava, come passeggera, prima dell'alba del 10 gennaio scorso.
La Procura, nella persona del sostituto Chiara Di Francesco, titolare del fascicolo che vede inscritto, con l'accusa di omicidio stradale, l'amico 23enne alla guida della BMW serie 1 andata a schiantarsi lungo via Nazionale ad Abbadia, in riferimento al quale è stata chiesta e ottenuta la custodia cautelare con l'applicazione a suo carico degli arresti domiciliari, ha disposto recentemente una consulenza tecnica per accertare le cause del sinistro.
In corso dunque la così detta perizia cinematica, utile per andare a ricostruire la dinamica dell'incidente, cristallizzando, sulla base di calcoli, elementi utili come la velocità a cui la vettura precedeva nel momento in cui il conducente ne ha poi perso il controllo.

La difesa dell'indagato, rappresentata dall'avvocato Marco Possenti, ha optato per non nominare un proprio consulente, mentre l'avvocato Marcello Perillo, legale che assiste la famiglia Alcani, si è avvalso anche in questa occasione della collaborazione del dottor Riccardo Falco, già coinvolto in altre occasioni, incluso il procedimento per la tragedia della funivia del Mottarone e, a Lecco, per il caso dell'automobilista trascinato a giudizio dopo essersi scontrato, lungo la ss36, con l'auto con a bordo madre e figlia che marciavano inspiegabilmente contromano e prima ancora, nel "giallo del Lago" e dunque nel processo originato dalla scomparsa di Chiara Bariffi.

Non ci si aspettano comunque grandi sorprese dall'accertamento. Parrebbe infatti assodato, come del resto raccontato anche dal ragazzo alla guida e da malgratese che gli sedeva accanto, proprietario del mezzo, che la BMW viaggiasse – a velocità relativamente moderata, come confermato anche da un testimone - da Mandello in direzione dell'imbocco della SS36, quando, sbandando verso destra, le ruote hanno toccato la ghiaia a margine della carreggiata, con la vettura andata poi a sbattere impattando un muro principalmente all'altezza della portiera posteriore destra, proprio dove sedeva Jenny, uscita di casa, quattro ore prima, nel cuore della notte, senza avvisare la mamma, per unirsi agli amici. Incompatibili con la vita i traumi riportati dalla minore, spirata poi, come detto, in ospedale dopo giorni di agonia.

Jennifer Alcani
La Procura, nella persona del sostituto Chiara Di Francesco, titolare del fascicolo che vede inscritto, con l'accusa di omicidio stradale, l'amico 23enne alla guida della BMW serie 1 andata a schiantarsi lungo via Nazionale ad Abbadia, in riferimento al quale è stata chiesta e ottenuta la custodia cautelare con l'applicazione a suo carico degli arresti domiciliari, ha disposto recentemente una consulenza tecnica per accertare le cause del sinistro.
In corso dunque la così detta perizia cinematica, utile per andare a ricostruire la dinamica dell'incidente, cristallizzando, sulla base di calcoli, elementi utili come la velocità a cui la vettura precedeva nel momento in cui il conducente ne ha poi perso il controllo.

La difesa dell'indagato, rappresentata dall'avvocato Marco Possenti, ha optato per non nominare un proprio consulente, mentre l'avvocato Marcello Perillo, legale che assiste la famiglia Alcani, si è avvalso anche in questa occasione della collaborazione del dottor Riccardo Falco, già coinvolto in altre occasioni, incluso il procedimento per la tragedia della funivia del Mottarone e, a Lecco, per il caso dell'automobilista trascinato a giudizio dopo essersi scontrato, lungo la ss36, con l'auto con a bordo madre e figlia che marciavano inspiegabilmente contromano e prima ancora, nel "giallo del Lago" e dunque nel processo originato dalla scomparsa di Chiara Bariffi.

Non ci si aspettano comunque grandi sorprese dall'accertamento. Parrebbe infatti assodato, come del resto raccontato anche dal ragazzo alla guida e da malgratese che gli sedeva accanto, proprietario del mezzo, che la BMW viaggiasse – a velocità relativamente moderata, come confermato anche da un testimone - da Mandello in direzione dell'imbocco della SS36, quando, sbandando verso destra, le ruote hanno toccato la ghiaia a margine della carreggiata, con la vettura andata poi a sbattere impattando un muro principalmente all'altezza della portiera posteriore destra, proprio dove sedeva Jenny, uscita di casa, quattro ore prima, nel cuore della notte, senza avvisare la mamma, per unirsi agli amici. Incompatibili con la vita i traumi riportati dalla minore, spirata poi, come detto, in ospedale dopo giorni di agonia.
A.M.