Lecco: presentato il progetto Interreg 'Safe at home'

Si è tenuta mercoledì 26 marzo, presso l'Auditorium di Officina Badoni a Lecco, la presentazione del progetto "SAFE AT HOME", finanziato da Interreg Italia-Svizzera, uno dei programmi di Cooperazione Territoriale Europea (CTE) utilizzati dall’Unione Europea per rafforzare la cooperazione tra Paesi confinanti. Un programma ricco di interventi, che ha dato parola al mondo istituzionale e al Terzo settore dei due territori, sottolineando l’importanza della collaborazione e della corresponsabilità di tanti e variegati attori per poter affrontare in maniera efficace una sfida complessa e urgente come quella dell’invecchiamento della popolazione.
saveathome.jpeg (105 KB)
Il progetto, che ha un valore economico complessivo di 890.000 € e una durata di 30 mesi, a partire dal 1° gennaio 2025, vede coinvolti numerosi enti, tra cui, sul fronte italiano, il Consorzio Consolida (capofila), la Cooperativa COSMA Medici di Medicina Generale Lecco, l'Associazione Auser Leucum odv e L’Arcobaleno Società Cooperativa Sociale Onlus, operanti su tutto il territorio della Provincia di Lecco. Sul fronte svizzero, partecipano la ECAP Ticino Unia (capofila partenariato svizzero), ALVAD e Opera Prima, attivi nel locarnese e valli (Canton Ticino). Aderiscono al progetto anche ATS della Brianza, ASST di Lecco e il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci della Provincia di Lecco (Ambiti di Bellano, Lecco e Merate).

Mauro Piazza, Sottosegretario Regione Lombardia, con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, ha sottolineato la strategicità di una dimensione di rete nella costruzione di progetti come questo “Il territorio lecchese vede l’avvio di un numero generoso di progetti Interreg e alla base di questo successo c’è il lavoro di soggetti estremamente brillanti e competenti in questo settore, ma soprattutto la loro capacità di fare rete. Questo progetto intercetta tantissime delle sfide di oggi e la natura sperimentale permette di provare dei modelli che poi potranno essere estesi in altre aree.

"SAFE AT HOME" si propone, infatti, di realizzare sperimentazioni congiunte nei due territori, per individuare modelli innovativi di servizi di cura a domicilio, in particolare nelle aree discoste. Gli obiettivi principali, illustrati in maniera approfondita da Raffaella Gaviano di Consorzio Consolida e da Furio Bednarz di Fondazione ECAP Svizzera, includono:

  1. Integrazione socio-sanitaria: connessione e integrazione tra i servizi attivi, sostegno ai cittadini attraverso punti di riferimento competenti, individuazione precoce dei fattori evolutivi delle condizioni socio-sanitarie e predisposizione di modelli di intervento flessibili per il mantenimento delle persone al proprio domicilio.
  2. Utilizzo della tecnologia: favorire l'accessibilità dei servizi per le persone con scarsa mobilità ma anche supportare il monitoraggio costante al domicilio, per individuare precocemente i fattori di rischio e definire modelli di intervento per il contenimento dei rischi.
  3. Capacity Building: rafforzare competenze nei professionisti e nei volontari, trasferire i risultati e lavorare in rete in modo integrato, migliorare le conoscenze del target (anziani e caregiver) per l'uso delle tecnologie a domicilio e definire nuove competenze professionali per la domiciliarità.

Significative le riflessioni del Direttore Generale dell’ASST di Lecco, Marco Trivelli, che ha rimesso al centro le categorie con cui leggiamo la salute “La salute è un fenomeno complesso, non è una questione di sintomo/intervento/trattamento/farmaco/guarigione. Non siamo ancora così consapevoli che la salute è la sintesi di tante dimensioni, sociali e sanitarie, e questo è un dato di fatto. Questa concezione limitata di salute è alla base del fallimento di tante politiche e singole iniziative. Questo progetto invece lavora proprio su questo aspetto, insieme a quello della compartecipazione attiva del paziente alla sua cura”.

Anche Ruggero Plebani, coordinatore dell’Ufficio dei Piani degli Ambiti di Bellano, Lecco e Merate ha insistito sulla dimensione culturale dell’approccio alla cura “La parola vecchio ci dà un po’ fastidio, ma nell’invecchiare ci sono tante dimensioni che invece vanno riconosciute e valorizzate, perché portano con sè esperienza, competenza, storia. La nostra è una cultura che parla di bisogni, e solo negli ultimi anni si è cominciato a parlare di desiderio, ed è proprio il desiderio delle persone che permette il cambiamento. La stessa parola paziente andrebbe messa in discussione perché l’uso delle parole diventa un approccio culturale alle relazioni.”
safeathome.jpeg (200 KB)
A chiudere l’evento l’intervento di Emanuele Manzoni, Presidente del Consiglio di rappresentanza dei Sindaci della Provincia di Lecco: “Questo progetto non è solo interessante, ma esprime una visione condivisa e costruita con passione. È il risultato di un dialogo forte tra territorio, amministrazioni e realtà sociali e si inserisce perfettamente nella programmazione locale, evidenziando il valore del metodo. Non rincorrendo solo finanziamenti, ma costruendo percorsi che rispondano ai reali bisogni della comunità.”

Per scoprire il progetto e scaricare la documentazione presentata durante l’evento:  https://consorzioconsolida.it/interreg-safe-at-home/

Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.