Lecco: ragazzino pestato per strada per 500 euro, in due a processo
Avrebbero visto i soldi cadere a terra, ingolosendosi e decidendo così di seguire il connazionale che, frettolosamente, dopo averli raccolti se li era infilati nuovamente in tasca. Avrebbero provato dapprima ad avvicinare il ragazzo con la scusa di una sigaretta, per poi pestarlo a sangue – forse brandendo anche una lama – con lo scopo ultimo di metter le mani sulla mazzetta di banconote, riuscendoci. Questo il nocciolo della rapina ascritta a due giovanotti egiziani a processo al cospetto del collegio giudicante del Tribunale di Lecco. Uno tradotto in Aula dalla penitenziaria, l'altro arrivato autonomamente, entrambi hanno presenziato all'udienza odierna, al fianco dei rispettivi legali, sentendo così la ricostruzione dell'accaduto tratteggiata da due operanti della Stazione Carabinieri di Lecco che si sono occupati dell'indagine, nonché della donna che, con la propria chiamata al 112, ha fatto scattare l'intervento della Benemerita. Quest'ultima, in particolare, con estrema precisione ha descritto la scena che, improvvisamente, nel pomeriggio del 12 gennaio scorso, si è consumata davanti ai suoi occhi mentre transitava su viale Dante: un vero e proprio due contro uno, nella sua ricostruzione, con due ragazzini che, avrebbero iniziato a picchiare un terzo soggetto, anch'egli giovanissimo, non curanti né della sua presenza né della possibilità di venir investiti una volta finiti, a suon di legnate, in mezzo alla carreggiata stradale.
All'arrivo di ambulanza e Carabinieri, neanche a dirlo, degli aggressori si erano già perse le tracce, mentre il ferito, dialogando in arabo con una soccorritrice in grado di far da traduttrice, avrebbe raccontato di essere stato vittima di una rapina, essendo spariti, nel parapiglia, i 500 euro che aveva in tasca. Impossibile, al momento, rintracciarlo però per portarlo in Aula a deporre. Ci si riproverà per la prossima udienza, calendarizzata ora per il 16 giugno, quando al microfono potranno accomodarsi, se lo riterranno, anche i due imputati, prima della discussione finale.
All'arrivo di ambulanza e Carabinieri, neanche a dirlo, degli aggressori si erano già perse le tracce, mentre il ferito, dialogando in arabo con una soccorritrice in grado di far da traduttrice, avrebbe raccontato di essere stato vittima di una rapina, essendo spariti, nel parapiglia, i 500 euro che aveva in tasca. Impossibile, al momento, rintracciarlo però per portarlo in Aula a deporre. Ci si riproverà per la prossima udienza, calendarizzata ora per il 16 giugno, quando al microfono potranno accomodarsi, se lo riterranno, anche i due imputati, prima della discussione finale.
A.M.