Lecco: la reliquia di Carlo Acutis all'IMA, “Un santo in jeans e maglietta”

Momento di profondo raccoglimento questa mattina l’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco, dove la reliquia del giovane beato Carlo Acutis è stata accolta con gioia e grande partecipazione da parte degli studenti e del corpo docente. Riunitisi in palestra per una preghiera comunitaria, i giovani hanno riflettuto sulla figura di un ragazzo che, pur nella sua brevissima vita, ha lasciato un’impronta luminosa nella Chiesa e nel cuore di tanti coetanei. “Un santo in jeans e maglietta”, lo hanno definito gli alunni, colpiti dalla sua semplicità.
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Carlo Acutis nasce a Londra nel 1991 e cresce a Milano. È un bambino mite, curioso, simpatico. Fin da piccolo si interroga sul senso della vita e scopre la presenza viva di Gesù nell’Eucaristia. Ogni giorno partecipa alla Messa, prega il Rosario e coltiva una spiritualità sorprendentemente profonda. La sua vita quotidiana, fatta di scuola, amicizie e tecnologia – era appassionato di informatica e creò una mostra virtuale sui miracoli eucaristici – si intreccia con una fede vivace e concreta. Vuole essere vicino ai più fragili. Muore prematuramente di leucemia nel 2006, a soli 15 anni. È stato beatificato nel 2020. Da allora, la sua testimonianza continua a toccare i cuori di molti, e la sua reliquia sta attraversando tutta la Lombardia, come segno tangibile di una santità possibile, vicina, giovane.
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“La santità non è un ideale per pochi eroi sbiaditi – ha detto la Dirigente Suor Marilisa Miotti – ma una chiamata che può compiersi anche in una vita semplice, come quella di Carlo. Per essere santi basta lasciarsi amare ed amare, lasciarsi trasportare da Cristo, imparare a vedere l’altro, a uscire da sé stessi. La tristezza nasce quando guardiamo solo a noi stessi. La gioia, quella vera, è quando il nostro sguardo si apre a Dio, agli altri, al senso profondo della vita”.ima_reliquia9.jpg (199 KB)
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Anche gli studenti hanno condiviso le loro riflessioni, sentendosi ispirati dalla figura di un coetaneo che ha saputo vivere la libertà nella verità, senza lasciarsi condizionare. “Carlo ci mostra che la felicità esiste, che si può vivere con cuore pieno anche oggi, anche nella nostra quotidianità. Ci fa venire voglia di alzare lo sguardo, di non restare fermi. È un santo che ci dice che anche noi possiamo farcela”.ima_reliquia10.jpg (215 KB)
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Durante i giorni della permanenza della reliquia, dal 25 al 28 marzo, la Cappella dell’Istituto sarà aperta per chiunque voglia fermarsi per una preghiera. “Con Carlo, occhi aperti per il Cielo” è il titolo scelto dalla Diocesi di Milano per accompagnare questi giorni di grazia, durante i quali tutte le classi si alterneranno per vivere un momento personale e comunitario davanti al giovane beato. “Abbiamo accolto la sua reliquia con festa, ora continuiamo con la preghiera e con il cuore, chiedendo a Carlo di aiutarci a guardare in profondità, anche là dove a volte temiamo di entrare. Chiediamogli: cosa stai dicendo alla mia vita?” ha aggiunto la Dirigente.
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Una presenza che illumina, una testimonianza che non si spegne, un giovane che continua a camminare accanto ai giovani. “Non ha fatto nulla di straordinario – hanno concluso i ragazzi – ma è stato straordinario nella sua semplicità. E ci ha fatto capire che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare la differenza”.
Sa.A.
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