Lecco: nulla da fare per il Bione, solo al 30% il nido di Bonacina
C’è il forte rischio che a settembre non apra il nuovo asilo nido di via Timavo a Bonacina. Dei ritardi aveva già accennato l’assessore ai Lavori pubblici Maria Sacchi, ma è stato solo dopo la domanda della consigliera Clara Fusi durante il consiglio comunale di lunedì sera che è emersa la contezza del problema. 
“I lavori avrebbero dovuto terminare il 30 marzo e invece lo stato di avanzamento è pari al 30 per cento - ha spiegato Sacchi - Abbiamo mandato una lettera di contestazione con addebito all’operatore economico ma non possiamo dire che a settembre partirà”. Secondo quanto aggiunto dall’assessore ai Servizi sociali Emanuele Manzoni, le famiglie in lista di attesa vengono tenute aggiornate passo passo e così lo staff educativo che si sta costituendo e che sarà composto da personale “prelevato” dagli altri due asili nido comunali attivi in città, l’Arcobaleno e l’Arca di Noè, così da dare continuità all’apprezzato modello educativo portato avanti da anni nelle strutture.
Anche su altri fronti sono emersi degli aggiornamenti dal dibattito in aula che non rappresentano però delle grosse novità. Simone Brigatti ha chiesto al sindaco come procede il processo di “ricomposizione” tra Palazzo Bovara e Linee Lecco (non è ancora stato chiarito se il Comune affiderà nuovamente in house alla controllata il servizio di gestione dai parcheggi e ancora non si sa come verrà risolta la posizione debitoria di Linee Lecco nei confronti del Comune), ricevendo come risposta dal sindaco Gattinoni il solito “ci stiamo lavorando, anche con il supporto di una consulenza”.
Anche sul fronte del Bione niente si muove: dopo la manifestazione di interesse che avrebbe dovuto individuare delle alternative progettuali per realizzare un progetto di riqualificazione complessiva e gestione dell’impianto, ci sono state sei offerte ammesse ma nessuna ha ricevuto un punteggio minimo previsto dal bando. “Qual è il futuro della riqualificazione complessiva bel centro sportivo di cui si parla ormai da vent’anni?” si è chiesto Filippo Boscagli.
È stato invece Corrado Valsecchi a chiedere qualche delucidazione sula nuova stima che la giunta ha disposto per la valutazione dell’immobile di via Marco d’Oggiono che avrebbe dovuto ospitare il nuovo municipio, propedeutica a un successivo nuovo inserimento dell’edificio nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni immobiliari del Comune. “Prendo atto della volontà di liberarsi di questo edificio, chi farà questa perizia e quanto costerà? Ritenete davvero che non possa avere nessuna funzione pubblica?” ha chiesto il portavoce di Appello per Lecco. E di nuovo Valsecchi ha portato in aula la questione della vendita all’asta di 50 stalli nel parcheggio di Broletto sud, chiedendo alla giunta perché anche il Comune non ha partecipato a quest’asta.
Ad entrare nel merito, l’assessore Giuseppe Rusconi: “Questa è una vecchissima storia che si trascina da anni. Nel 2022 l’immobile del Broletto sud è stato acquistato all’asta da Vea Group Srl, anche il Comune di Lecco aveva partecipato alla procedura ma perdendo. In ogni caso la vecchia convenzione parlava chiaramente di uso pubblico perpetuo gratuito e già nel 2013 il Comune era intervenuto con una diffida comunicando alla proprietà che avrebbe assunto la gestione dei parcheggi. Questo vale ancora oggi”.

Il cantiere del nido di Bonacina
“I lavori avrebbero dovuto terminare il 30 marzo e invece lo stato di avanzamento è pari al 30 per cento - ha spiegato Sacchi - Abbiamo mandato una lettera di contestazione con addebito all’operatore economico ma non possiamo dire che a settembre partirà”. Secondo quanto aggiunto dall’assessore ai Servizi sociali Emanuele Manzoni, le famiglie in lista di attesa vengono tenute aggiornate passo passo e così lo staff educativo che si sta costituendo e che sarà composto da personale “prelevato” dagli altri due asili nido comunali attivi in città, l’Arcobaleno e l’Arca di Noè, così da dare continuità all’apprezzato modello educativo portato avanti da anni nelle strutture.
Anche su altri fronti sono emersi degli aggiornamenti dal dibattito in aula che non rappresentano però delle grosse novità. Simone Brigatti ha chiesto al sindaco come procede il processo di “ricomposizione” tra Palazzo Bovara e Linee Lecco (non è ancora stato chiarito se il Comune affiderà nuovamente in house alla controllata il servizio di gestione dai parcheggi e ancora non si sa come verrà risolta la posizione debitoria di Linee Lecco nei confronti del Comune), ricevendo come risposta dal sindaco Gattinoni il solito “ci stiamo lavorando, anche con il supporto di una consulenza”.
Anche sul fronte del Bione niente si muove: dopo la manifestazione di interesse che avrebbe dovuto individuare delle alternative progettuali per realizzare un progetto di riqualificazione complessiva e gestione dell’impianto, ci sono state sei offerte ammesse ma nessuna ha ricevuto un punteggio minimo previsto dal bando. “Qual è il futuro della riqualificazione complessiva bel centro sportivo di cui si parla ormai da vent’anni?” si è chiesto Filippo Boscagli.
È stato invece Corrado Valsecchi a chiedere qualche delucidazione sula nuova stima che la giunta ha disposto per la valutazione dell’immobile di via Marco d’Oggiono che avrebbe dovuto ospitare il nuovo municipio, propedeutica a un successivo nuovo inserimento dell’edificio nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni immobiliari del Comune. “Prendo atto della volontà di liberarsi di questo edificio, chi farà questa perizia e quanto costerà? Ritenete davvero che non possa avere nessuna funzione pubblica?” ha chiesto il portavoce di Appello per Lecco. E di nuovo Valsecchi ha portato in aula la questione della vendita all’asta di 50 stalli nel parcheggio di Broletto sud, chiedendo alla giunta perché anche il Comune non ha partecipato a quest’asta.
Ad entrare nel merito, l’assessore Giuseppe Rusconi: “Questa è una vecchissima storia che si trascina da anni. Nel 2022 l’immobile del Broletto sud è stato acquistato all’asta da Vea Group Srl, anche il Comune di Lecco aveva partecipato alla procedura ma perdendo. In ogni caso la vecchia convenzione parlava chiaramente di uso pubblico perpetuo gratuito e già nel 2013 il Comune era intervenuto con una diffida comunicando alla proprietà che avrebbe assunto la gestione dei parcheggi. Questo vale ancora oggi”.
M.V.