Lecco: Il Giglio compie 10 anni, un altro bene confiscato assegnato al Comune

Il decennale dell’apertura del Centro Comunale “Il Giglio” si è trasformato in una giornata simbolo per la città di Lecco, densa di significati e memoria, in cui si sono intrecciati il ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il protagonismo civico e la valorizzazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata. Un’occasione celebrativa che, quest’oggi, 21 marzo, ha coinvolto studenti, istituzioni, associazioni e cittadini, iniziata con una parata per le vie della città, poi un momento pubblico di testimonianza in ricordo delle vittime di mafia e infine l’annuncio di un nuovo importante traguardo: l’assegnazione al Comune di Lecco di un ulteriore bene confiscato, nel rione di Olate, destinato all’accoglienza temporanea di persone bisognose di alloggio. 
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La mattinata ha visto la partecipazione attiva di centinaia di alunni delle scuole cittadine – tra cui gli istituti Stoppani, Bertacchi, Parini, Badoni e Volta – i quali, partendo dalla pizzeria Fiore, hanno sfilato sventolando striscioni e cartelloni con parole come “legalità”, “giustizia”, “onestà”, “libertà di scegliere”, “uguaglianza”, “bellezza” e “denuncia”, fino a raggiungere la Prefettura, la Questura e infine il centro “Il Giglio”. Ad accompagnare la marcia anche Paolo Lanfranchi, coordinatore provinciale di Avviso Pubblico, che ha sottolineato come “questa attenzione rivolta alla legalità riconferma come il tema sia coinvolgente per le scuole”.

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L’appuntamento ha rappresentato anche un momento di riflessione corale sulla storia del bene confiscato “Il Giglio”, un luogo, una ex pizzeria sequestrata nel ’94, strappato alla ‘ndrangheta e restituito alla cittadinanza esattamente dieci anni fa, il 21 marzo 2015, grazie a un’alleanza virtuosa tra istituzioni pubbliche e società civile. Un progetto reso possibile dall’impegno del Comune di Lecco, allora guidato dal sindaco Virginio Brivio e dall’assessore ai servizi sociali Ivano Donato, dal Consorzio Consolida con Gabriele Marinoni, dalla Fondazione Cariplo rappresentata da Mario Romano Negri, dalla Prefettura di Lecco e dal Ministero dell’Interno, in sinergia con LIBERA – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – guidata a Lecco dal compianto Paolo Cereda, oggi cittadino benemerito.
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Il sindaco Mauro Gattinoni ha voluto ricordare come “spesso il fenomeno mafioso si manifesta con un sorriso bello e un profumo buono di una pizza. Ma dietro si nascondono mille volti, coloro che coltivano questa mentalità”. Ha poi aggiunto: “Il Giglio in questa prima decade dalla sua nascita è stato due cose in una. Innanzitutto, un presidio sociale, un punto di riferimento preziosissimo per tantissimi Over 60 della nostra città, dove poter sperimentare momenti di vita comunitaria. Un modello di grande successo, capace di contrastare la solitudine di tanti anziani, che recentemente è stato esportato anche in altre zone della città, in particolare nel nuovo spazio di Labirinto Bonacina”. Gattinoni ha infine espresso un “ringraziamento di cuore a tutti coloro che fanno vivere Il Giglio: dai volontari pensionati lecchesi alle operatrici comunali Katia Zucchi e Lavinia Ghezzi ma soprattutto a Beatrice Civillini, che è il cuore pulsante di questo spazio”.
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Durante l’incontro, è intervenuto anche Alberto Bonacina, coordinatore provinciale di LIBERA, il quale ha sottolineato: “Siamo qui in piazza a ricordare la bellezza della giustizia e della legalità, dell’onestà, coinvolgendo le generazioni più giovani proprio per ricordare che la lotta alla criminalità organizzata non è unicamente compito della magistratura e delle istituzioni, ma ci coinvolge tutti, collettivamente”. Bonacina ha poi ribadito il valore del coinvolgimento giovanile: “È importante far entrare i ragazzi nella quotidianità delle istituzioni, per superare quel senso di distanza e costruire relazioni solide, consapevoli, capaci di far crescere il senso civico e la memoria attiva”.
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Anche l’ex sindaco Virginio Brivio, l’ex presidente di Consolida Gabriele Marinoni ed il Prefetto Sergio Pomponio, presenti alla mattinata, hanno rimarcato la complessità del percorso che ha portato alla trasformazione del bene confiscato: dai vincoli posti dalla Sovrintendenza, alla necessità di costruire una funzione condivisa con l’Agenzia dei beni confiscati e gli uffici della Prefettura. Marinoni ha parlato di “esercizio di bellezza recuperata” e di una “relazione sul territorio che ha scommesso su un modello nuovo, diventato vincente”.
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Il Giglio è ora anche un presidio di legalità: ospita gli studenti coinvolti nei “legalitour” di LIBERA, accoglie testimonianze di realtà impegnate nella lotta alle mafie e racconta, senza censure, la propria storia, indicando con orgoglio il percorso di riscatto. A ricordare l’impegno è anche la dedica del centro a Emanuela Loi, prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio, vittima della strage di via D’Amelio insieme al giudice Paolo Borsellino.
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La giornata, come anticipato, si è conclusa con un annuncio particolarmente significativo: il Comune di Lecco è risultato assegnatario di un altro bene confiscato alla criminalità, un immobile in via Bainsizza, nel rione di Olate, che verrà recuperato e destinato – sotto la guida dell’Assessore al Welfare Emanuele Manzoni – a residenza temporanea per studenti universitari, neolaureati e giovani lavoratori. Manzoni ha dichiarato: “Non poteva esserci data migliore di quella del 21 marzo, Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e decimo anniversario dell’ex bene confiscato de Il Giglio, per annunciare il recupero di un altro immobile sottratto alla criminalità organizzata. Con questo progetto, dall’alto significato valoriale, andiamo a dare una piccola ma concreta risposta al bisogno enorme dei giovani studenti e/o lavoratori di trovare una sistemazione temporanea in città”. Il bene è stato assegnato dal ANBSC – Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – e l’intervento, previsto per l’autunno 2025, avrà una durata di circa 46 giorni.
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Il 21 marzo, dunque, non è solo il primo giorno di primavera, ma un richiamo forte all’impegno quotidiano. Lo ha ricordato con forza Gattinoni: “Accanto alla mafia c’è un altro pericolo, più insidioso perché subdolo: la mafiosità. Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale, diceva Giovanni Falcone, perché la mafiosità si annida nell’io che antepone i propri interessi a quelli del noi. Per questo, oggi più che mai, la memoria deve diventare azione. Lecco lo fa insieme a enti come il CPL - Centro Promozione Legalità di Lecco, l’Ufficio scolastico territoriale, le Forze dell’Ordine, la magistratura, LIBERA, Avviso Pubblico, e tutti i cittadini che ogni giorno scelgono di stare dalla parte della giustizia.  Buon compleanno, Giglio. Cento di queste primavere”.
Sa.A.
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