Lecco: gli “screzi” tra vicine finiscono davanti al giudice
Il disappunto dei figli per essere stati "rimproverati" per avere giocato a pallone in uno spazio del cortile dove era stata chiesta "tranquillità" ha causato l'irritazione della madre verso la vicina di casa che aveva manifestato il rimbrotto. Irritazione che è diventata una "aggressione" sulle scale dell'abitazione ed è finita oggi in un procedimento penale davanti al giudice Martina Beggio.
I fatti, oggetto dell'odierno procedimento, risalgono al 29 ottobre 2022 e a ripercorrerli questa mattina è stata la presunta parte offesa, residente a Lecco, che ha ricordato quel pomeriggio dove appunto aveva chiesto ai bambini di non giocare nel cortile davanti ai suoi tre box per via del rumore del pallone lanciato contro le saracinesche.
Rincasando la donna era stata presa per i capelli, mentre era di spalle, e poi era scivolata per le scale senza accorgersi subito cosa fosse successo. Ripresasi dallo spavento e, dolorante, si era alzata trovandosi di fronte la mamma dei bimbi che aveva iniziato ad insultarla per il rimprovero mosso ai figli. "Mi ha preso a pugni e sberle, mi diceva parole, poi mi ha afferrato il cellulare che nel frattempo avevo estratto dalla mia borsa per chiedere aiuto" ha raccontato in aula la vittima. "I bambini le dicevano di smettere, erano spaventati. Ma lei non accennava a fermarsi. Ho approfittato di un attimo di distrazione per sfilarle il mio telefono dalla mano e chiedere aiuto". La signora era stata così portata in pronto soccorso dall'ex marito giunto in suo aiuto e poi si era recata anche dal medico di famiglia che le aveva consigliato un percorso terapeutico con uno psicologo. "Ero in uno stato di ansia e paura tanto che mia figlia per un certo periodo mi ha portato a vivere da lei, non riuscivo più a stare a casa mia. Quando poi se ne è andata sono leggermente rinata". Il procedimento per ascoltare l'imputata e alcuni testi è stato aggiornato al mese di luglio.
I fatti, oggetto dell'odierno procedimento, risalgono al 29 ottobre 2022 e a ripercorrerli questa mattina è stata la presunta parte offesa, residente a Lecco, che ha ricordato quel pomeriggio dove appunto aveva chiesto ai bambini di non giocare nel cortile davanti ai suoi tre box per via del rumore del pallone lanciato contro le saracinesche.
Rincasando la donna era stata presa per i capelli, mentre era di spalle, e poi era scivolata per le scale senza accorgersi subito cosa fosse successo. Ripresasi dallo spavento e, dolorante, si era alzata trovandosi di fronte la mamma dei bimbi che aveva iniziato ad insultarla per il rimprovero mosso ai figli. "Mi ha preso a pugni e sberle, mi diceva parole, poi mi ha afferrato il cellulare che nel frattempo avevo estratto dalla mia borsa per chiedere aiuto" ha raccontato in aula la vittima. "I bambini le dicevano di smettere, erano spaventati. Ma lei non accennava a fermarsi. Ho approfittato di un attimo di distrazione per sfilarle il mio telefono dalla mano e chiedere aiuto". La signora era stata così portata in pronto soccorso dall'ex marito giunto in suo aiuto e poi si era recata anche dal medico di famiglia che le aveva consigliato un percorso terapeutico con uno psicologo. "Ero in uno stato di ansia e paura tanto che mia figlia per un certo periodo mi ha portato a vivere da lei, non riuscivo più a stare a casa mia. Quando poi se ne è andata sono leggermente rinata". Il procedimento per ascoltare l'imputata e alcuni testi è stato aggiornato al mese di luglio.
S.V.