Sogno di essere Renzo Tramaglino: storia di un viaggio da Perledo a Milano in treno

"Che meraviglia quando un po' a piedi, qualche volta su un carretto, a volte ancora in barca, si poteva raggiungere il posto del destino, come nel racconto del Manzoni. Oggi nel periodo della modernità, quando il tempo è misurato in azioni e denaro, tutto diventa irraggiungibile se percorso con i treni regionali lombardi. L'ambientazione dei racconti si trasforma da viaggio tra le verdi colline in viaggio con il cuore in gola per il pericolo di brutti incontri, di mille ritardi e preoccupazioni per il timore di non raggiungere in tempo il posto di lavoro o un appuntamento organizzato; tutto è provvisorio, tutto può succedere all'improvviso, tutto è relativo e gli impegni magicamente evaporano. Essere un pendolare da Perledo a Milano Centrale, tra scioperi, rotture, intoppi, è diventata una avventura che costa più dell'abbonamento mensile, visti i "mancati guadagni" per gli incontri di lavoro rimandati. Noi pendolari ci stiamo abituando all'oblio dell'ignoto. Un vero allenamento anche per l'ultimo viaggio: quello da San Pietro; chissà se anche il nostro destino, con il saio scuro e la falce in mano, si fermerà a Carnate per problemi sulla linea come me un'ora fa".
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Questo le parole di Robero Pasino, componente del Direttivo provinciale di Azione Lecco e Consigliere comunale di Perledo in Azione, partito questa mattina alle 8.35 dalla stazione del suo paese su un treno non ancora giunto a destinazione, dopo che si è fermato a Carnate per una mezz'ora abbondante e poi a Monza, accumulando sino ad ora un ritardo di un'ora, per problemi sulla linea non meglio precisati.
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