Lecco: a Germanedo intitolata una via a Bernardo Sironi, ingegnere e benefattore
Da oggi, domenica 16 marzo, la città di Lecco ha una via intitolata all'ingegner Bernardo Sironi: si tratta della stradina pedonale - un tempo percorribile anche dalle auto, persino a doppio senso di marcia - che costeggia il Parco Eremo, nel cuore di quel rione di Germanedo che lo stimato professionista e benefattore, nato nel 1882, scomparso nel 1964 e sepolto a Castello, ha contribuito a far crescere e vivere grazie tanto alle sue competenze quanto alla sua opera filantropica, entrambe spese anche in altre zone del capoluogo.

Come spiegato durante la cerimonia di questa mattina da Marco Bernasconi, che nel 2016 è stato contattato dall'associazione Amici di Germanedo come consulente storico proprio nell'intento di arrivare a rendere omaggio a Sironi tramite l'intitolazione di una via cittadina, il Cavaliere è stato un ingegnere prolifico e un generoso benefattore: attribuibili a lui i campanili di Belledo, Pescarenico e del suo quartiere d'origine, nonché la ricostruzione delle chiese di Bonacina e Malavedo, oltre alla "riforma" di quelle di Barzio e Olate. Suo anche il progetto del nuovo Asilo Monumento di Germanedo - tuttora in attività, con alcuni bambini attualmente iscritti chiamati ad "animare" il momento odierno con due canti -, realizzato sopra un terreno di sua proprietà offerto in dono alla comunità, così come quelli delle strade montane dei Resinelli e di Morterone, nonché di Villa Caldirola a San Giovanni e di una parte dell'acquedotto cittadino.

Unico esponente lecchese dell'Art Deco, insieme alla moglie Vincenzina Cima Bernardo Sironi fondò anche un'officina meccanica che diede lavoro a moltissime persone, inoltre ricoprì ruoli nell'Amministrazione pubblica - inizialmente nella "sua" Germanedo, quando ancora era Comune autonomo - e fu priore di una Confraternita religiosa. Nella giornata di oggi suoneranno in suo onore i cinque bronzi del campanile del rione, tra cui ne figura anche uno dedicato alla figlia Adele Maria, tragicamente scomparsa a soli dieci anni.
"Un doveroso ringraziamento va alla professoressa Rosaria Invernizzi, che prima della sua morte ha condiviso con me tanto materiale utile per ricostruire la sua storia, oltre che al Comune di Lecco e agli eredi dell'ingegner Sironi, che hanno reso possibile questa intitolazione per noi molto significativa", la chiosa di Marco Bernasconi.

Che, come dicevamo, è entrato in contatto per la prima volta con gli Amici di Germanedo nel 2016, a testimonianza della lunga trafila che si è resa necessaria per giungere al "traguardo" odierno. "L'archivio del Cavaliere è stato distrutto, per sua stessa volontà, ma ci sono tante tracce del suo passaggio in una Lecco che tuttora è policentrica, con i suoi rioni in tutte le loro specificità" ha affermato invece il sindaco Mauro Gattinoni, proponendo poi una riflessione legata soprattutto al Sironi benefattore. "A inizio Novecento il Welfare era lasciato sostanzialmente alla filantropia e alla beneficenza privata, che solo in seguito è diventata di competenza pubblica e ora persino europea, come dimostra per esempio il fatto che stiamo ricostruendo l'asilo di Bonacina grazie a risorse del PNRR. Dal "micro" al "macro", però, c'è un continuum di solidarietà, e se oggi la cura e il Welfare sono temi di così larga scala significa che tutti noi dobbiamo sentire una responsabilità e una gratitudine nei confronti di chi, come l'ingegnere, ha avviato un processo di questo tipo all'interno della nostra comunità. L'azienda di Sironi può essere considerata alla stregua di un'impresa sociale per la sua missione di creare occupazione, prima ancora che di produrre, dando concretezza a valori estremamente attuali. Ecco perché ci sentiamo onorati di intitolare a lui una via nella "sua" Germanedo".

"Siamo molto legati ai nostri predecessori, che infatti abbiamo anche voluto omaggiare pubblicando un libro in occasione del nostro 25° anniversario" ha commentato Adriano Alderighi, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Lecco. "L'innovazione nasce dal conoscere ciò che è stato fatto prima, e la memoria di persone che avevano un approccio diverso e più ampio rispetto al nostro non può che farci bene. Anche perché i professionisti di una volta avevano un'attività molto più articolata di quella di oggi, che è più specializzata su un singolo ambito di lavoro".


"Per noi è un piacere riscoprire le radici di un rione che nel tempo ha conosciuto varie influenze", la chiosa del presidente degli Amici di Germanedo Umberto Calvi. "Questo momento è quindi la continuazione di un viaggio che vuole proseguire nella conoscenza e pure nella sistemazione di spazi, che sempre di più stanno prendendo vita anche tramite iniziative ed eventi. Siamo felici che i residenti possano sentirsi uniti in questo luogo, che vuole mantenere una forte identità".


Terminati i discorsi con i ringraziamenti di due nipoti di Bernardo Sironi, visibilmente emozionati, si è passati allo svelamento della targa che riporta il nome del Cavalier Bernardo Sironi, sulla quale è stata poi impartita la benedizione di don Raffaele Anfossi.


Alle 15.00 di oggi, poi, a Germanedo è previsto un secondo importante appuntamento: l'Auditorium del Centro Civico Sandro Pertini ospiterà un concerto, a ingresso libero e gratuito, dedicato a Gian Raimondo Serponti di Mirasole (1846-1907) a cura del Maestro Andrea Cantù, che alternerà i brani del pianista e compositore, amico di Antonio Ghislanzoni e noto per le sue villeggiature lecchesi in Villa Eremo-Serponti, a quelli di altri di autori coevi frequentatori del Lario.

La cerimonia al Parco Eremo
Come spiegato durante la cerimonia di questa mattina da Marco Bernasconi, che nel 2016 è stato contattato dall'associazione Amici di Germanedo come consulente storico proprio nell'intento di arrivare a rendere omaggio a Sironi tramite l'intitolazione di una via cittadina, il Cavaliere è stato un ingegnere prolifico e un generoso benefattore: attribuibili a lui i campanili di Belledo, Pescarenico e del suo quartiere d'origine, nonché la ricostruzione delle chiese di Bonacina e Malavedo, oltre alla "riforma" di quelle di Barzio e Olate. Suo anche il progetto del nuovo Asilo Monumento di Germanedo - tuttora in attività, con alcuni bambini attualmente iscritti chiamati ad "animare" il momento odierno con due canti -, realizzato sopra un terreno di sua proprietà offerto in dono alla comunità, così come quelli delle strade montane dei Resinelli e di Morterone, nonché di Villa Caldirola a San Giovanni e di una parte dell'acquedotto cittadino.

Marco Bernasconi
Unico esponente lecchese dell'Art Deco, insieme alla moglie Vincenzina Cima Bernardo Sironi fondò anche un'officina meccanica che diede lavoro a moltissime persone, inoltre ricoprì ruoli nell'Amministrazione pubblica - inizialmente nella "sua" Germanedo, quando ancora era Comune autonomo - e fu priore di una Confraternita religiosa. Nella giornata di oggi suoneranno in suo onore i cinque bronzi del campanile del rione, tra cui ne figura anche uno dedicato alla figlia Adele Maria, tragicamente scomparsa a soli dieci anni.

Il sindaco Mauro Gattinoni
Che, come dicevamo, è entrato in contatto per la prima volta con gli Amici di Germanedo nel 2016, a testimonianza della lunga trafila che si è resa necessaria per giungere al "traguardo" odierno. "L'archivio del Cavaliere è stato distrutto, per sua stessa volontà, ma ci sono tante tracce del suo passaggio in una Lecco che tuttora è policentrica, con i suoi rioni in tutte le loro specificità" ha affermato invece il sindaco Mauro Gattinoni, proponendo poi una riflessione legata soprattutto al Sironi benefattore. "A inizio Novecento il Welfare era lasciato sostanzialmente alla filantropia e alla beneficenza privata, che solo in seguito è diventata di competenza pubblica e ora persino europea, come dimostra per esempio il fatto che stiamo ricostruendo l'asilo di Bonacina grazie a risorse del PNRR. Dal "micro" al "macro", però, c'è un continuum di solidarietà, e se oggi la cura e il Welfare sono temi di così larga scala significa che tutti noi dobbiamo sentire una responsabilità e una gratitudine nei confronti di chi, come l'ingegnere, ha avviato un processo di questo tipo all'interno della nostra comunità. L'azienda di Sironi può essere considerata alla stregua di un'impresa sociale per la sua missione di creare occupazione, prima ancora che di produrre, dando concretezza a valori estremamente attuali. Ecco perché ci sentiamo onorati di intitolare a lui una via nella "sua" Germanedo".

Adriano Alderighi
"Siamo molto legati ai nostri predecessori, che infatti abbiamo anche voluto omaggiare pubblicando un libro in occasione del nostro 25° anniversario" ha commentato Adriano Alderighi, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Lecco. "L'innovazione nasce dal conoscere ciò che è stato fatto prima, e la memoria di persone che avevano un approccio diverso e più ampio rispetto al nostro non può che farci bene. Anche perché i professionisti di una volta avevano un'attività molto più articolata di quella di oggi, che è più specializzata su un singolo ambito di lavoro".

Umberto Calvi

I due nipoti di Bernardo Sironi
"Per noi è un piacere riscoprire le radici di un rione che nel tempo ha conosciuto varie influenze", la chiosa del presidente degli Amici di Germanedo Umberto Calvi. "Questo momento è quindi la continuazione di un viaggio che vuole proseguire nella conoscenza e pure nella sistemazione di spazi, che sempre di più stanno prendendo vita anche tramite iniziative ed eventi. Siamo felici che i residenti possano sentirsi uniti in questo luogo, che vuole mantenere una forte identità".

Lo svelamento della targa

Terminati i discorsi con i ringraziamenti di due nipoti di Bernardo Sironi, visibilmente emozionati, si è passati allo svelamento della targa che riporta il nome del Cavalier Bernardo Sironi, sulla quale è stata poi impartita la benedizione di don Raffaele Anfossi.

La benedizione di don Raffaele

Alle 15.00 di oggi, poi, a Germanedo è previsto un secondo importante appuntamento: l'Auditorium del Centro Civico Sandro Pertini ospiterà un concerto, a ingresso libero e gratuito, dedicato a Gian Raimondo Serponti di Mirasole (1846-1907) a cura del Maestro Andrea Cantù, che alternerà i brani del pianista e compositore, amico di Antonio Ghislanzoni e noto per le sue villeggiature lecchesi in Villa Eremo-Serponti, a quelli di altri di autori coevi frequentatori del Lario.
B.P.