Lecco, asta Carsana: al processo all'avvocato testimonia... un giudice

Marco Scaranna non sarà sentito come testimone nell'ambito del procedimento a carico dell'avvocato Monica Rosano e dell'agente di commercio Carlo Frigerio incardinato in Tribunale di Lecco, lo stesso dove, fino all'incidente sugli sci patito ormai anni fa, esercitava come legale, collaborando altresì come commissario come confermato dal Giudice Delegato, portato al banco dei testimoni. 
E' quanto è stato stabilito in chiusura dell'udienza di mercoledì. L'escussione dell'olginatese, originale coimputato, la cui posizione è stata stralciata in udienza preliminare in considerazione delle sue condizioni di salute, era stata chiesta, all'apertura del dibattimento, dalla difesa Rosano. 
A istruttoria ormai ultimata, il collegio - presidente Bianca Maria Bianchi, a latere Giulia Barazzetta e Martina Beggio dopo la rinnovazione ufficializzata all'ultima seduta - ha bollato l'esame del professionista come "superfluo", in ragione sia della sua accertata incapacità (già documentata a suo tempo al GUP) sia dell'evidente facoltà dello stesso di avvalersi, una volta portato comunque in Aula, della facoltà di non rispondere. 
Espunta dunque tale richiesta istruttoria, è stata fissata la data della discussione finale, ora calendarizzata per il prossimo mese di maggio, in coda a due udienze "dense". 
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Il 12 febbraio, i due imputati hanno avuto infatti modo di raccontare la loro versione dei fatti dando dunque una cornice diversa rispetto a quella tratteggiata dagli inquirenti dei rapporti intercorsi tra di loro e in particolare della transazione economica che la Finanza ha interpretato come la schermatura, per l'interposizione di Rosano, della "mazzetta" da 15.000 euro versata da Frigerio a Scaranna in qualità di liquidatore dell'Impresa Carsana, per "facilitare" l'aggiudicazione di una delle aste del concordato. Corruzione, del resto, l'ipotesi di reato attorno al quale ruota il procedimento, ingenerato dalle "rivelazioni" fatte al commissario giudiziale Silvio Giombelli dall'imprenditore Mario Sangiorgio, anch'egli chiamato a deporre. L'ex presidente dell'articolazione locale dell'associazione costruttori, ha ricordato di essere stato notiziato direttamente dall'amico Frigerio della richiesta di 15.000 euro avanzata dall'avvocato Scaranna per una prestazione professionale non ben definita riguardante la pratica, di averlo messo in guardia e di aver saputo poi che quei soldi erano il compenso di un legale terzo "che aveva ben operato" per risolvere delle criticità emerse. 
Mercoledì 12 marzo, invece, è stato sentito un calolziese seguito, per le sue questioni legali, prima da Scaranna e poi dalla Rosano nonché, come anticipato, il Giudice Delegato del Tribunale di Lecco, portato in Aula per raccontare come venne scelto il liquidatore della Carsana, quali erano le prassi per la vendita degli immobili e come venne a sapere – quando già il concordato era stato passato a altro collega – della presunta richiesta di denaro attorno a cui ruota il procedimento, ormai prossimo ad arrivare al pettine.
A.M.
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