Presunta corruzione in Questura: l'Assistente Capo in Tribunale, chiesto il carcere

Si attende la decisione in merito alla convalida del fermo e all'eventuale misura cautelare per l'Assistente Capo della Polizia di Stato fermato negli scorsi giorni per presunta corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio (fattispecie prevista all'articolo 319 del codice penale). 
Niente divisa, ma abbigliamento tecnico: il poliziotto, originario del sud Italia ma residente in provincia di Sondrio, in servizio presso l'Ufficio Immigrazione di Lecco, è stato tradotto questa mattina a Palazzo di Giustizia dalla Polizia Penitenziaria per la convalida d'arresto. 
L'udienza – durata all'incirca un'ora - si è tenuta davanti al giudice per le indagini preliminari dott. Gianluca Piantadosi, che si è riservato di decidere nel pomeriggio se procedere con ordinanza alla convalida e all'applicazione di misure.
Davanti al Gip l'Assistente Capo avrebbe deciso di parlare, rispondendo a qualche domanda in merito ai fatti per cui è indagato.
La pesante accusa ipotizzata dalla Procura di Lecco, infatti, deriva da una inchiesta, le cui risultanze hanno portato al fermo eseguito dai colleghi della Squadra Mobile nella giornata di mercoledì: al pubblico ufficiale verrebbero contestati diversi episodi in cui avrebbe ricevuto somme di denaro in cambio di agevolazioni nell'iter amministrativo di regolarizzazione sul suolo italiano di cittadini stranieri.
Tesi avvallata – secondo chi indaga – dalla quantità di denaro contante trovato nelle sue disponibilità nel corso delle perquisizioni operate mercoledì: 40.000 euro sarebbero stati scovati all'interno dei locali stessi della sede distaccata della Questura in via Leonardo Da Vinci, con altri 2.500 circa trovati invece nell'autovettura e a casa dell'Assistente Capo.
Ancora da chiarire il coinvolgimento nella vicenda dell'agenzia privata sottoposta a sequestro contestualmente al fermo: il centro, che fra altri servizi offriva assistenza ad extracomunitari per sbrogliare le pratiche amministrative relative all'ottenimento di permessi di soggiorno, secondo la nota diffusa dal Procuratore Capo di Lecco Ezio Domenico Basso "Dalle indagini fino a questo momento svolte, risulta aver avuto un ruolo attivo negli episodi criminosi contestati all'appartenente alla Polizia di Stato".
Per l'Assistente Capo questa mattina, in sede di convalida, il pm titolare del fascicolo Chiara Di Francesco ha chiesto la misura cautelare della custodia in carcere, mentre il difensore, l'avvocato Giuseppe Romualdi del foro di Sondrio, ha insistito per la messa in stato di libertà del proprio assistito.
Si attende ora la decisione del giudice.
F.F.
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