Lecco, poliziotto fermato per corruzione: si attende la convalida, proseguono le indagini

Nel primo pomeriggio odierno, la "solita" coda si era formata sul marciapiede, in attesa della riapertura dopo la pausa pranzo. In fila, ordinatamente, richiedenti asilo costretti a disbrigare le pratiche per vedersi rinnovato il loro status, come ci ha chiarito l'unica italiana tra loro, evidentemente non nuova a frequentare i locali dell'ex Caserma Sirtori, sapendo bene che, per trovare cittadini interessati invece al permesso di soggiorno, bisogna presentarsi in mattina. 
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Dello tsunami che si è abbattuto sull'Ufficio Immigrazione della Questura di Lecco dopo più di 24 ore, nessuna traccia, almeno tra gli utenti del servizio. Mentre, giusto a qualche decina di metri da lì, ben evidenti sono tutt'ora i cartelli affissi dalla Squadra Mobile per impedire l'accesso alla sede dell'agenzia, inugurata nel 2024, posta in sequestro nell'ambito della stessa inchiesta che ha portato al fermo dell'Assistente Capo della Polizia di Stato, residente in provincia di Sondrio ma originario del sud Italia, tacciato di essere "infedele" e dunque di aver percepito delle utilità nello svolgimento delle sue funzioni. 
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In contestazione - come riportato nella nota diffusa ieri dalla Procura della Repubblica - ci sarebbero alcuni episodi di supposta corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio (secondo l'articolo 319 del codice penale) relativi alle procedure amministrative per la regolarizzazione della permanenza sul territorio dello Stato di cittadini stranieri. 
Questo anche il core business o comunque una delle “specializzazioni”, trattandosi di un centro multiservizi, dell'agenzia a cui la Mobile ha "messo i sigilli". "Dalle indagini fino a questo momento svolte, risulta aver avuto un ruolo attivo negli episodi criminosi contestati all'appartenente alla Polizia di Stato" è scritto nello stesso comunicato diramato mercoledì a firma del Procuratore Capo Ezio Domenico Basso, mentre il suo Sostituto titolare dell'attività ha già formulato all'Autorità Giudiziaria le proprie richieste in ordine allo stato di libertà del poliziotto, da discutersi poi in sede di convalida del fermo, con l'udienza di comparizione in Tribunale non ancora fissata ma prevista, in linea teorica, per la giornata di domani. 
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Già "bloccato", intanto, dagli inquirenti, il contante emerso durante le perquisizioni eseguite ieri: 40.000 euro sarebbero stati scovati all'interno dei locali stessi della sede distaccata della Questura in via Leonardo Da Vinci, con altri 2.500 circa trovati invece nell'autovettura e a casa dell'Assistente Capo sottoposto a fermo.
Prosegue nel mentre, l'analisi della copiosa documentazione cartacea ed informatica posta in sequestro, con le indagini dunque, particolarmente scottanti, visto il coinvolgimento anche di un appartenente alle Forze dell'Ordine, tutt'altro che chiuse.
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