Lecco: l’ultimo saluto a Mons. Angelo Brizzolari, “saggio e immensamente umano”

Nel primo pomeriggio di oggi, nella Basilica di San Nicolò, tra il raccoglimento e la commozione, numerosi fedeli, amici ed autorità hanno reso omaggio a monsignor Angelo Brizzolari, spentosi lunedì all'età di 78 anni.
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Monsignor Angelo Brizzolari
Definito un uomo di grande saggezza e umanità, ricordato con affetto dai suoi confratelli e dai tanti che hanno avuto modo di conoscerlo, il sacerdote è stato salutato con una cerimonia intensa e partecipata, presieduta dal Vicario generale monsignor Franco Agnesi. Presenti anche il sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, il vicesindaco di Valmadrera, Raffaella Brioni, e il primo cittadino di Civate, Angelo Isella. Il coro di Villa Vergano - località in cui Brizzolari si è trasferito dopo il ritiro nel 2022 - sotto la direzione della maestra Caterina Sacchi, ha accompagnato la celebrazione con i suoi canti, sottolineando il senso di raccoglimento della comunità che lo ha ospitato negli ultimi anni, riunitasi oggi per l'ultimo saluto.
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Nato il 22 giugno 1946 a Civate, monsignor Brizzolari mantenne con il paese natio un forte legame. Ordinato sacerdote nel 1972 dal cardinale Giovanni Colombo, il suo ministero si sviluppò anche oltre l’ambito parrocchiale: fu Vice Rettore e Rettore in vari seminari, poi a lungo responsabile della Pastorale scolastica e Vicario episcopale per le scuole cattoliche. Dal 2004 al 2011 guidò la Zona pastorale IV di Rho, concludendo infine il suo servizio come rettore del Santuario della Beata Vergine della Vittoria di Lecco fino al 2021.
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Monsignor Franco Agnesi

Dopo la lettura del Vangelo, il vicario generale della diocesi di Milano, monsignor Franco Agnesi, ha rivolto parole di vicinanza ai familiari e ha delineato con affetto e riconoscenza la figura di "Brizz", come era familiarmente chiamato tra coloro che lo conoscevano bene: “Sono tanti e diversi i sentimenti che oggi ci uniscono -  ha detto - c'è la gratitudine di un'intera Chiesa per il servizio generoso e fedele, il ricordo di chi lo ha conosciuto come educatore capace di schiettezza e incoraggiamento. In seminario, nella curia, in questa città e nel suo ruolo di vicario episcopale, ha saputo custodire il senso della comunità, orientando con fermezza e dedizione il consiglio pastorale. Non ha mai smesso di voler essere informato sulle vicende ecclesiali e sociopolitiche, mostrando fino all'ultimo un interesse vivo per la realtà circostante”. 
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Commozione e riconoscenza hanno accompagnato il ricordo di un uomo la cui innegabile simpatia emergeva tanto nei momenti di lavoro quanto in quelli di conversazione, con uno stile capace di creare legami profondi. “La sua fede, punto fermo della sua esistenza, lo aveva portato a preparare instancabilmente luoghi e opportunità di incontro con Gesù, promuovendo istituzioni educative e pastorali, presiedendo l'Eucaristia con spirito di servizio, incarnando il modello di un prete che sa farsi prossimo con umiltà” ha concluso il vicario generale. 
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Don Bortolo Uberti ha poi espresso gratitudine per gli anni che monsignor Brizzolari ha dedicato all'ascolto e alla riconciliazione, accogliendo le confidenze e le inquietudini di chi si affidava a lui, interpretando con saggezza e umanità la vita e le sue sfide. “Non possiamo che custodire il ricordo della sua grande sensibilità” ha sottolineato. “Aveva un vivo interesse per la politica e la vita sociale, una capacità di confronto autentico, sempre disponibile al dialogo e all'ascolto”. Ha poi ricordato con particolare intensità gli ultimi mesi di vita del sacerdote, un periodo in cui ha potuto conoscere l'uomo che affrontava con fede e dignità la stagione della fragilità. “Il suo affidarsi, il suo timore e insieme la sua fiducia sono stati per noi una testimonianza preziosa di fede vissuta fino all'ultimo respiro”. 
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Le parole del cardinale Gianfranco Ravasi hanno concluso le testimonianze, ricordandolo l’uomo che per molti anni gli è stato un amico solido e sempre presente, nonostante gli impegni ecclesiali li abbiano spinti lontani: “Ci ha legati una lunga e sincera amicizia, illuminata dal suo desiderio di esplorare orizzonti interiori alla luce di una fede solida e radicata. L'amore per la sua Civate, per San Pietro al Monte, per l'arte e il cinema era parte della sua personalità, capace di affacciarsi con curiosità e passione su mondi diversi. Anche quando le nostre strade si sono separate fisicamente, non è mai venuta meno la sua presenza attraverso lettere e telefonate, segno di una vicinanza capace di andare oltre il tempo e lo spazio”. 

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L'ultimo atto del congedo terrà fede a quel legame mai spezzato con la terra natia: giovedì alle 10.30, nella parrocchia di Civate, il rito verrà ripetuto alla presenza di monsignor Giuseppe Merisi.  
Sa.A.
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