Lecco: fermato per corruzione un poliziotto in servizio presso l'Ufficio Immigrazione. Posta sotto sequestro anche un'agenzia
Fermo di indiziato di delitto nei confronti di un esponente della Polizia di Stato, in servizio presso l'Ufficio Immigrazione della Questura di Lecco. Il provvedimento restrittivo della libertà personale - disposto dalla locale Procura della Repubblica - è stato eseguito nelle scorse ore dai colleghi, o meglio dal personale della Squadra Mobile, al termine di un'articolata attività di indagine portata avanti negli scorsi mesi.
Le risultanze raccolte hanno consentito di accertare e contestare al dipendente della Polizia di Stato alcuni episodi di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio (secondo l'articolo 319 del codice penale) relativi alle procedure amministrative per la regolarizzazione della permanenza sul territorio dello Stato di cittadini stranieri. II soggetto fermato aveva infatti un ruolo nella gestione dell'iter amministrativo.
Durante le operazioni di perquisizione, svolte nei locali della Questura di Lecco destinati all'Ufficio Immigrazione e nella disponibilità del fermato, sono stati trovati circa 40mila euro in contanti. Altre somme, per un totale di circa 2.500 euro, sono state rinvenute nell'autovettura nell'esclusiva disponibilità del fermato e nella sua abitazione.
Ma non è finita qui: la Squadra Mobile di Lecco - in esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica - ha inoltre posto sotto sequestro i locali di un'agenzia che curava l'assistenza dei cittadini stranieri nel disbrigo delle pratiche per l'ottenimento del titolo regolarizzante la loro permanenza sul teritorio dello Stato e che, dalle indagini fino a questo momento svolte, risulta aver avuto un ruolo attivo negli episodi criminosi contestati all'appartenente alla Polizia di Stato.
Le indagini proseguono con l'analisi della copiosa documentazione cartacea ed informatica posta sotto sequestro durante la perquisizione, al fine di delieare con la maggiore precisione possibile l'effetiva consistenza dei fatti posti in essere.
Nelle prossime ore, come previsto dal codice di procedura penale, il fermato sarà posto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per la convalida del provvedimento; al vaglio del Tribunale anche le richieste che formulerà la Procura in ordine allo stato di libertà del poliziotto.
Le risultanze raccolte hanno consentito di accertare e contestare al dipendente della Polizia di Stato alcuni episodi di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio (secondo l'articolo 319 del codice penale) relativi alle procedure amministrative per la regolarizzazione della permanenza sul territorio dello Stato di cittadini stranieri. II soggetto fermato aveva infatti un ruolo nella gestione dell'iter amministrativo.

La sede dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Lecco
Durante le operazioni di perquisizione, svolte nei locali della Questura di Lecco destinati all'Ufficio Immigrazione e nella disponibilità del fermato, sono stati trovati circa 40mila euro in contanti. Altre somme, per un totale di circa 2.500 euro, sono state rinvenute nell'autovettura nell'esclusiva disponibilità del fermato e nella sua abitazione.
Ma non è finita qui: la Squadra Mobile di Lecco - in esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica - ha inoltre posto sotto sequestro i locali di un'agenzia che curava l'assistenza dei cittadini stranieri nel disbrigo delle pratiche per l'ottenimento del titolo regolarizzante la loro permanenza sul teritorio dello Stato e che, dalle indagini fino a questo momento svolte, risulta aver avuto un ruolo attivo negli episodi criminosi contestati all'appartenente alla Polizia di Stato.
Le indagini proseguono con l'analisi della copiosa documentazione cartacea ed informatica posta sotto sequestro durante la perquisizione, al fine di delieare con la maggiore precisione possibile l'effetiva consistenza dei fatti posti in essere.
Nelle prossime ore, come previsto dal codice di procedura penale, il fermato sarà posto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per la convalida del provvedimento; al vaglio del Tribunale anche le richieste che formulerà la Procura in ordine allo stato di libertà del poliziotto.
