Lecco: ottant'anni fa i bombardamenti alla Fiocchi Munizioni

I due bombardamenti del marzo 1945 sulla fabbrica Fiocchi Munizioni, nel quartiere lecchese di Belledo, sono stati i più pesanti subiti nella città, nel periodo della Seconda Guerra Mondiale 1940/45. L'azienda era stata in parte occupata dai tedeschi per la produzione di polvere, indispensabile per la loro aviazione. Un apposito centro di struttura militare per le industrie lecchesi usate dai tedeschi per fini bellici era funzionante in alcuni locali dell’attuale complesso scolastico “De Amicis” di Via Amendola, allora sotto diversa denominazione.
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Il primo avvenne il 12 marzo e fu il più tragico perché provocò quattro morti, tre feriti gravi e molti lievi fra il personale della Fiocchi. Pesantissimi i danni subiti dal complesso. Il reparto montaggio proiettili andò praticamente distrutto. Il numero delle vittime sarebbe stato ancora più alto se una bomba caduta a breve distanza, all’ingresso del rifugio antiaereo ricavato sotto le pendici del monte Magnodeno, fosse esplosa. In un momento di allarme, l’affollamento verso la galleria per trovare un riparo sicuro avrebbe provocato nuove vittime. La tragica ricorrenza è stata ricordata trent’anni fa, nel cinquantesimo del bombardamento, con apposite cerimonie e iniziative, dove non mancarono le testimonianze di coloro che avevano vissuto quelle drammatiche giornate.
Un nuovo bombardamento sulla Fiocchi Munizioni avvenne il 19 marzo, sette giorni dopo il primo. Quattro cacciabombardieri volarono sulla periferia lecchese sganciando ordigni verso Belledo, che fecero nuovi danni all'azienda, in particolare ai caselli per la lavorazione della polvere e al reparto di meccanica. Non vi fu nessun ferito, in quanto l’allarme venne dato con un anticipo di tre minuti. L’avvicinamento di aerei in direzione Lecco era stato segnalato dal sistema di allarme in funzione con centralino presso il palazzo municipale di Piazza Diaz.
Il Comune di Lecco partecipò al lutto esponendo un manifesto che scriveva: “I ripetuti bombardamenti che da settimane funestano la nostra città (che finora avevano danneggiato tanto gravemente solo le case e gli averi di non poche famiglie a Pescarenico) avevano, però, lasciato, quasi per divino miracolo, salva la vita delle persone. Ma l’incursione nemica del giorno 12 marzo ha arrossato, con il sangue delle prime vittime, la nostra cara terra. Sono caduti – ricordava il manifesto - Manzoni Giuseppina, di anni 36, operaia di Maggianico; Fumagalli Edoardo, di anni 58, operaio di Acquate; Negri Maria, di anni 58, operaia di Germanedo; Giorgio Pedrelli, di anni 32, collaudatore di Bologna”.
Nell’ultimo mese di guerra, aprile 1945, la sirena di Lecco suonò 98 volte, per un totale di quasi 47 ore di allarme. L’ultima caduta di bombe avvenne il 25 aprile 1945, in località Cavalesine, nel quartiere di San Giovanni. Pesantemente colpita dalle incursioni aeree nella primavera 1945, quasi distrutta nei reparti vitali, la Fiocchi venne subito ricostruita dopo la Liberazione. Nell’autunno 1945 riprendevano alcune catene di produzione: una vittoria della tenacia e del lavoro.
A.B.
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