Rancio, Padre Marco nuovo Rettore della Casa del PIME: 'tempo di riaprirci alla città'
La Casa Beato Giovanni Mazzucconi di Rancio ha un nuovo Rettore. Si tratta di Padre Marco Pifferi, 66 anni, originario di Nova Milanese e ordinato a Lecco nel 1984, proprio nell'anno di beatificazione del missionario trucidato nel 1855 in Papua Nuova Guinea. Partito nel 1988 con il PIME per la Guinea Bissau (Paese dell'Africa occidentale), nel tempo si è poi fatto carico di varie mansioni nei villaggi del posto, al servizio degli ultimi: è stato anche Vicario episcopale per la Pastorale e per otto anni Superiore dei Padri dell'Istituto Pontificio, tra cui per esempio quel Roberto Donghi prematuramente scomparso nell'aprile 2021 dopo una lunga esperienza in missione proprio in Guinea Bissau.

"Quando sono tornato in Italia per il mio 40° di ordinazione mi è stato chiesto di fermarmi qui per questo servizio da Rettore, in quanto si era appena concluso il mandato di Padre Paolo Ancillotto: ovviamente ho accettato con piacere, quindi mi aspettano almeno tre anni a Lecco" ci ha raccontato Padre Marco, felice di iniziare un nuovo cammino in quel di Rancio, alle pendici del San Martino. "Sono davvero contento perché voglio bene ai Padri missionari del PIME, inoltre qui alla Casa Beato Giovanni Mazzucconi - dove attualmente ne risiedono trentaquattro, di cui due prossimi a festeggiare i cento anni - abbiamo tutta la storia del nostro Istituto, quindi è molto bello avere l'onore di prendersene cura".
La struttura di via Monte Sabotino, situata appunto in uno dei rioni più alti della nostra città, è tristemente balzata agli onori della cronaca durante il periodo pandemico per la scomparsa, dovuta proprio alle complicanze del Covid, di diversi anziani missionari. "A un certo punto si è stati costretti a "recintare l'orto", per evitare danni peggiori. Ma ora - e questa per me è una priorità - vorrei che poco a poco la Casa riaprisse le proprie porte a tutti e tornasse ad essere quella che era una volta, ovvero un luogo vivo e di ritrovo comunitario, in grado di raccontare le storie di tante persone che hanno dato - e danno tuttora - la propria vita con e per le missioni. In questo senso vorrei instaurare una collaborazione con le altre Parrocchie, anche del circondario, e le Istituzioni civili, affinché la Casa possa racchiudere e testimoniare la vera anima di Lecco".
Il momento, effettivamente, sembra pure propizio. Il prossimo 25 aprile, infatti, cadrà il 75° dall'apertura della residenza, risalente appunto al 1950. "Mi sto informando leggendo un po' le cronache e i racconti di questi lunghi e intensi anni: è molto interessante notare come siano cambiate le cose nel tempo" ha proseguito il nuovo Rettore, affiancato da Padre Kavala Raju Moganati quale vice (fresco di nomina al ruolo di Economo). "Papa Francesco parla spesso dei "nonni", definendoli una grande ricchezza: ecco, credo che il suo discorso valga anche per i nostri Padri, che hanno molto da insegnarci. Preciso, comunque, che ci vorrà un po' di pazienza per tornare ad avere la Casa di un tempo: per me questa è una realtà totalmente nuova dopo gli anni in Africa, sto ancora cercando di rendermi conto di dove sono finito e di che cosa la gente si aspetta da me. Si dice che "camminando si apre il cammino", e penso che sarà così anche per me".
Oltre al 75°, un'altra occasione di incontro nel breve termine presso la Casa Beato Giovanni Mazzucconi arriverà a maggio, quando Padre Angelo Lazzarotto taglierà il traguardo del secolo di vita: una ricorrenza da festeggiare, che potrebbe riunire a Rancio tante persone offrendo la possibilità di andare alla scoperta di un piccolo grande mondo ricco di storia e di fede autentica, che fa della missione il senso di tante esistenze.

"Quando sono tornato in Italia per il mio 40° di ordinazione mi è stato chiesto di fermarmi qui per questo servizio da Rettore, in quanto si era appena concluso il mandato di Padre Paolo Ancillotto: ovviamente ho accettato con piacere, quindi mi aspettano almeno tre anni a Lecco" ci ha raccontato Padre Marco, felice di iniziare un nuovo cammino in quel di Rancio, alle pendici del San Martino. "Sono davvero contento perché voglio bene ai Padri missionari del PIME, inoltre qui alla Casa Beato Giovanni Mazzucconi - dove attualmente ne risiedono trentaquattro, di cui due prossimi a festeggiare i cento anni - abbiamo tutta la storia del nostro Istituto, quindi è molto bello avere l'onore di prendersene cura".
La struttura di via Monte Sabotino, situata appunto in uno dei rioni più alti della nostra città, è tristemente balzata agli onori della cronaca durante il periodo pandemico per la scomparsa, dovuta proprio alle complicanze del Covid, di diversi anziani missionari. "A un certo punto si è stati costretti a "recintare l'orto", per evitare danni peggiori. Ma ora - e questa per me è una priorità - vorrei che poco a poco la Casa riaprisse le proprie porte a tutti e tornasse ad essere quella che era una volta, ovvero un luogo vivo e di ritrovo comunitario, in grado di raccontare le storie di tante persone che hanno dato - e danno tuttora - la propria vita con e per le missioni. In questo senso vorrei instaurare una collaborazione con le altre Parrocchie, anche del circondario, e le Istituzioni civili, affinché la Casa possa racchiudere e testimoniare la vera anima di Lecco".
Il momento, effettivamente, sembra pure propizio. Il prossimo 25 aprile, infatti, cadrà il 75° dall'apertura della residenza, risalente appunto al 1950. "Mi sto informando leggendo un po' le cronache e i racconti di questi lunghi e intensi anni: è molto interessante notare come siano cambiate le cose nel tempo" ha proseguito il nuovo Rettore, affiancato da Padre Kavala Raju Moganati quale vice (fresco di nomina al ruolo di Economo). "Papa Francesco parla spesso dei "nonni", definendoli una grande ricchezza: ecco, credo che il suo discorso valga anche per i nostri Padri, che hanno molto da insegnarci. Preciso, comunque, che ci vorrà un po' di pazienza per tornare ad avere la Casa di un tempo: per me questa è una realtà totalmente nuova dopo gli anni in Africa, sto ancora cercando di rendermi conto di dove sono finito e di che cosa la gente si aspetta da me. Si dice che "camminando si apre il cammino", e penso che sarà così anche per me".
Oltre al 75°, un'altra occasione di incontro nel breve termine presso la Casa Beato Giovanni Mazzucconi arriverà a maggio, quando Padre Angelo Lazzarotto taglierà il traguardo del secolo di vita: una ricorrenza da festeggiare, che potrebbe riunire a Rancio tante persone offrendo la possibilità di andare alla scoperta di un piccolo grande mondo ricco di storia e di fede autentica, che fa della missione il senso di tante esistenze.
B.P.