Cremeno: pony agonizzante sotto il sole, il proprietario a giudizio
Erano stati dei passanti a notare il pony a terra, in fin di vita in un recinto, a mobilitarsi per dargli soccorso e a chiamare, poi, immediatamente, i Carabinieri: ora il proprietario dello sfortunato quadrupede, purtroppo deceduto in seguito ai fatti denunciati, deve rispondere davanti al Tribunale di Lecco del reato di maltrattamento di animali.

Quanto accaduto a Cremeno il 20 agosto 2023, ieri è stato ricostruito in Aula dai testimoni convocati dalla Procura. “Sono stato chiamato dai Carabinieri del nucleo forestale di Barzio perché era stato segnalato da alcuni privati cittadini un cavallo agonizzante” ha incominciato a raccontare al giudice Maria Chiara Arrighi il veterinario dell'ATS che per primo ha prestato soccorso all'equino. “Ho provato a contattare telefonicamente il proprietario per verificare se fosse al corrente, ma mi ha risposto la moglie dicendo che erano in vacanza”.
Giunto sul posto il medico si sarebbe trovato davanti il pony sdraiato a terra in un recinto chiuso, molto magro, con escoriazioni superficiali e respiro affannoso. Visto il caldo torrido era tenuto all'ombra con degli ombrelli che avevano portato appositamente alcune persone accorse.
Rispondendo alle domande poste in esame dal vpo Mattia Mascaro, il veterinario ha spiegato che al suo arrivo all'interno del recinto (dotato di una tettoia per offrire un riparo dal sole all'animale) erano presenti dei rimasugli di fieno e dei secchi pieni d'acqua. “Ho dovuto contattare io un libero professionista esperto di equini perché i proprietari mi hanno detto di non averne uno di riferimento, ma hanno autorizzato le prime terapie d'urgenza. Poi è arrivato anche il signore che si occupava del pony quando i proprietari non erano a casa: ha detto di essere passato quella mattina per dargli da bere e da mangiare, ma che sembrava stesse bene”.
Con l'intervento dello specialista, al pony è stata quindi somministrata una terapia di reidratazione ed antinfiammatori, per poi trasportarlo in un'azienda agricola vicina, in un ambiente più confortevole. A ben poco, però, sarebbero servite le cure tempestive di passanti e professionisti, perché il cavallino, dopo essersi brevemente ripreso ed essere riuscito ad alzarsi, sarebbe venuto a mancare poco più tardi.
Non è chiaro se l'animale, probabilmente già in età avanzata, avesse problemi di salute pregressi: interrogato sul punto, il veterinario dell'ATS non ha saputo rispondere.
“Mi hanno chiamato delle ragazze che erano in passeggiata ed hanno visto il cavallino che stava male. Gli ho portato asciugamani bagnati, frutta e verdura, ma quando sono arrivata era sdraiato a terra, aveva gli occhi chiusi e la lingua fuori dalla bocca” ha raccontato al giudice una vicina di casa dell'uomo a giudizio.
“Penso che il cavallo fosse anziano, l'ho sempre visto star bene a parte quel giorno. La famiglia l'ha sempre trattato bene” ha commentato un altro testimone, residente a Cremeno, intervenuto quel giorno per soccorrere l'animale. “Anche i suoi figli – ha sostenuto in riferimento all'imputato - ci sono cresciuti assieme, gli volevano un bene dell'anima”.
Il processo, con la prossima udienza calendarizzata per aprile, proseguirà con l'escussione dei testi restanti della pubblica accusa e con l'esame dell'imputato, che avrà quindi modo per raccontare la propria versione dei fatti.

Quanto accaduto a Cremeno il 20 agosto 2023, ieri è stato ricostruito in Aula dai testimoni convocati dalla Procura. “Sono stato chiamato dai Carabinieri del nucleo forestale di Barzio perché era stato segnalato da alcuni privati cittadini un cavallo agonizzante” ha incominciato a raccontare al giudice Maria Chiara Arrighi il veterinario dell'ATS che per primo ha prestato soccorso all'equino. “Ho provato a contattare telefonicamente il proprietario per verificare se fosse al corrente, ma mi ha risposto la moglie dicendo che erano in vacanza”.
Giunto sul posto il medico si sarebbe trovato davanti il pony sdraiato a terra in un recinto chiuso, molto magro, con escoriazioni superficiali e respiro affannoso. Visto il caldo torrido era tenuto all'ombra con degli ombrelli che avevano portato appositamente alcune persone accorse.
Rispondendo alle domande poste in esame dal vpo Mattia Mascaro, il veterinario ha spiegato che al suo arrivo all'interno del recinto (dotato di una tettoia per offrire un riparo dal sole all'animale) erano presenti dei rimasugli di fieno e dei secchi pieni d'acqua. “Ho dovuto contattare io un libero professionista esperto di equini perché i proprietari mi hanno detto di non averne uno di riferimento, ma hanno autorizzato le prime terapie d'urgenza. Poi è arrivato anche il signore che si occupava del pony quando i proprietari non erano a casa: ha detto di essere passato quella mattina per dargli da bere e da mangiare, ma che sembrava stesse bene”.
Con l'intervento dello specialista, al pony è stata quindi somministrata una terapia di reidratazione ed antinfiammatori, per poi trasportarlo in un'azienda agricola vicina, in un ambiente più confortevole. A ben poco, però, sarebbero servite le cure tempestive di passanti e professionisti, perché il cavallino, dopo essersi brevemente ripreso ed essere riuscito ad alzarsi, sarebbe venuto a mancare poco più tardi.
Non è chiaro se l'animale, probabilmente già in età avanzata, avesse problemi di salute pregressi: interrogato sul punto, il veterinario dell'ATS non ha saputo rispondere.
“Mi hanno chiamato delle ragazze che erano in passeggiata ed hanno visto il cavallino che stava male. Gli ho portato asciugamani bagnati, frutta e verdura, ma quando sono arrivata era sdraiato a terra, aveva gli occhi chiusi e la lingua fuori dalla bocca” ha raccontato al giudice una vicina di casa dell'uomo a giudizio.
“Penso che il cavallo fosse anziano, l'ho sempre visto star bene a parte quel giorno. La famiglia l'ha sempre trattato bene” ha commentato un altro testimone, residente a Cremeno, intervenuto quel giorno per soccorrere l'animale. “Anche i suoi figli – ha sostenuto in riferimento all'imputato - ci sono cresciuti assieme, gli volevano un bene dell'anima”.
Il processo, con la prossima udienza calendarizzata per aprile, proseguirà con l'escussione dei testi restanti della pubblica accusa e con l'esame dell'imputato, che avrà quindi modo per raccontare la propria versione dei fatti.
F.F.