Centrodestra disunito anche per la lista delle provinciali
La lista ancora non c'è. E a mancare è anche l'unità, per l'ennesima una volta. I responsabili provinciali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono incontrati ieri per iniziare a disegnare la strategia del centrodestra in vista delle elezioni provinciali. Non in discussione ("purtroppo", direbbe qualcuno) la presidenza, c'è da rinnovare il consiglio.
Presenti al vertice, per il "Carroccio" Daniele Butti e Mauro Piazza, per gli azzurri Roberto Gagliardi con "Cicci" Silverij e per i meloniani, da remoto, Alessia Villa, ufficializzata commissaria - con tanti auguri di buon lavoro a firma della premier - giusto 24 ore prima del tavolo, dopo le dimissioni, nei giorni scorsi, di "Lallo" Negri, per il quale si sono evidentemente aperte nuove strade lavorative dopo aver trovato sbarrata quella per Roma.
Al centro del confronto la composizione della (non scontata) lista unica. 12 i posti che si ipotizzavano così ripartiti, in virtù dei rapporti di forza: 6 candidati per Fratelli d’Italia, 4 per la Lega e 2 per FI.
A creare scompiglio sembrerebbe essere stata una pretesa avanzata dal segretario provinciale dei berlusconiani: inserire nella sestina di amministratori meloniani in corsa per un seggio a Villa Locatelli un rappresentante della Lista Civica Boscagli Sindaco. Una richiesta (autonoma o suggerita?) che innesca un vero e proprio cortocircuito politico per diversi motivi e che ha provocato una reazione rigida e indispettita della commissaria di Fratelli d’Italia che già aveva risposto con un no secco alla Lega che chiedeva per sé la vicepresidenza dell'Ente (questione di vita o di morte, politica si intende, del "socialissimo" Mattia Micheli).
Chiaro e paradossale l'intento di Gagliardi: stoppare sul nascere la possibile volata della "sua" - solo per tessera - Silvia Bosio, dopo la tavolata della settimana scorsa a Montevecchia, sottraendo alla calolziese il possibile appoggio della componente non "marchiata" della maggioranza lecchese, probabilmente più vicina (in buona parte) al pensiero forzista che al movimento meloniano. In sintesi, danneggiare Forza Italia.
Per Fratelli d’Italia, che pure spera (dandolo quasi per scontato) di ottenere da una porzione di Civici di Boscagli millesimi preziosi a sostegno di Antonio Pasquini, il tentativo di Forza Italia di determinare chi il partito debba mettere nelle proprie liste è stato percepito come una invasione di campo inaccettabile, l’ennesima mossa scomposta del coordinatore azzurro che poco meno di un mese fa ha “scippato” un consigliere - Domenico Mastromatteo - del gruppo in questione generando altissima tensione in consiglio comunale.
In questo scenario (che visto da fuori appare costruito ad arte) la Lega parrebbe essere tornata a mettere un freno alla lista unica (non avendo ancora messo via il pensiero di correre da sola).
I coordinatori si riuniranno nuovamente entro 48 ore per provare ad arrivare a una, dopo essersi impantanati su due richieste assurde come la vicepresidenza leghista garantita e un civico tra i Fratelli.
Se il "numero due" della Hofmann, Mauro Piazza e compagni finiranno in ogni caso per imporlo a suon di preferenze indirizzate (come già due anni fa), dovendo però far bene i conti per non rischiare di perdersi un seggio, la seconda pretesa ha solo contribuito a rendere più difficile trovare un equilibrio con gli alleati che già, comunque, furbescamente, sapendo far di calcolo, ipotizzavano di mangiarsi i due candidati azzurri sfruttando la frattura intera e l'incapacità di Gagliardi stesso, quale coordinatore, di fare sintesi, concentrando sul suo cavallo (una giumenta, nel caso specifico) più forte il proprio pacchetto di voti.
Impegnato a difendere la sua leadership, sempre più messa in discussione da una fronda cospicua di tesserati e indicata quale ostacolo all'ingresso di ulteriori figure, riuscirà il discepolo del Cavaliere a realizzare per tempo che se il 28 novembre non porta a casa un consigliere in Provincia, avrà sì tarpato le ali alla Bosio ma avrà anche collezionato l'ultima sconfitta a suo nome? Perché a quel punto, dopo la questione segreteria cittadina di Lecco dissolta ad un tiro di schioppo dalle elezioni, dopo il risultato delle comunali e dopo l'esclusione dalla Giunta, dovrà pure pagare dazio… Non si sta mica giocando al "ciapa no"...
Presenti al vertice, per il "Carroccio" Daniele Butti e Mauro Piazza, per gli azzurri Roberto Gagliardi con "Cicci" Silverij e per i meloniani, da remoto, Alessia Villa, ufficializzata commissaria - con tanti auguri di buon lavoro a firma della premier - giusto 24 ore prima del tavolo, dopo le dimissioni, nei giorni scorsi, di "Lallo" Negri, per il quale si sono evidentemente aperte nuove strade lavorative dopo aver trovato sbarrata quella per Roma.

A creare scompiglio sembrerebbe essere stata una pretesa avanzata dal segretario provinciale dei berlusconiani: inserire nella sestina di amministratori meloniani in corsa per un seggio a Villa Locatelli un rappresentante della Lista Civica Boscagli Sindaco. Una richiesta (autonoma o suggerita?) che innesca un vero e proprio cortocircuito politico per diversi motivi e che ha provocato una reazione rigida e indispettita della commissaria di Fratelli d’Italia che già aveva risposto con un no secco alla Lega che chiedeva per sé la vicepresidenza dell'Ente (questione di vita o di morte, politica si intende, del "socialissimo" Mattia Micheli).
Chiaro e paradossale l'intento di Gagliardi: stoppare sul nascere la possibile volata della "sua" - solo per tessera - Silvia Bosio, dopo la tavolata della settimana scorsa a Montevecchia, sottraendo alla calolziese il possibile appoggio della componente non "marchiata" della maggioranza lecchese, probabilmente più vicina (in buona parte) al pensiero forzista che al movimento meloniano. In sintesi, danneggiare Forza Italia.
Per Fratelli d’Italia, che pure spera (dandolo quasi per scontato) di ottenere da una porzione di Civici di Boscagli millesimi preziosi a sostegno di Antonio Pasquini, il tentativo di Forza Italia di determinare chi il partito debba mettere nelle proprie liste è stato percepito come una invasione di campo inaccettabile, l’ennesima mossa scomposta del coordinatore azzurro che poco meno di un mese fa ha “scippato” un consigliere - Domenico Mastromatteo - del gruppo in questione generando altissima tensione in consiglio comunale.
In questo scenario (che visto da fuori appare costruito ad arte) la Lega parrebbe essere tornata a mettere un freno alla lista unica (non avendo ancora messo via il pensiero di correre da sola).
I coordinatori si riuniranno nuovamente entro 48 ore per provare ad arrivare a una, dopo essersi impantanati su due richieste assurde come la vicepresidenza leghista garantita e un civico tra i Fratelli.
Se il "numero due" della Hofmann, Mauro Piazza e compagni finiranno in ogni caso per imporlo a suon di preferenze indirizzate (come già due anni fa), dovendo però far bene i conti per non rischiare di perdersi un seggio, la seconda pretesa ha solo contribuito a rendere più difficile trovare un equilibrio con gli alleati che già, comunque, furbescamente, sapendo far di calcolo, ipotizzavano di mangiarsi i due candidati azzurri sfruttando la frattura intera e l'incapacità di Gagliardi stesso, quale coordinatore, di fare sintesi, concentrando sul suo cavallo (una giumenta, nel caso specifico) più forte il proprio pacchetto di voti.
Impegnato a difendere la sua leadership, sempre più messa in discussione da una fronda cospicua di tesserati e indicata quale ostacolo all'ingresso di ulteriori figure, riuscirà il discepolo del Cavaliere a realizzare per tempo che se il 28 novembre non porta a casa un consigliere in Provincia, avrà sì tarpato le ali alla Bosio ma avrà anche collezionato l'ultima sconfitta a suo nome? Perché a quel punto, dopo la questione segreteria cittadina di Lecco dissolta ad un tiro di schioppo dalle elezioni, dopo il risultato delle comunali e dopo l'esclusione dalla Giunta, dovrà pure pagare dazio… Non si sta mica giocando al "ciapa no"...




















